Bernarda

Come essere una buona spalla per le amiche

Non mi riferisco ad essere una buona spalla su cui piangere.

Detto fra noi, ci siamo rotte di piangere. Abbiamo voglia di ridere. O al massimo di incazzarci, ma quello in realtà non è difficile, visto che viviamo in uno stato di perenne e briosa carogna libera.

Comunque non mi riferivo ad essere una buona spalla nel senso tradizionale del termine. Nuo nuo. Io sto parlando della spalla divertente, quella che fa le cazzate con te e ti copre, quella complice nelle serate fino alle 5 di mattina, quella che fa a gara a chi beve di più e poi guida quando sei mezza morta.

E soprattutto, il sacrifizio massimo dell’amica spalla vera verissima è quando si accolla il caso umano mentre tu conosci il ragazzo carino.

Con una mia amica succede sempre così: io non so per quale astro-magnetico motivo se c’è un gruppo di ragazzi io becco quello anche carino (a volte), ma irrimediabilmente caso umano. Cioè quello borderline psichiatrico in piena regressione infantile con problemi con la madre e che fa la pipì seduto, mentre lei viene corteggiata dal professionista serio in cerca dell’anima gemella e pure affascinante.

Perché?

Comunque io ci tengo ad essere una buona spalla e me ne faccio pure un vanto (manco vincessi una medaglia) e quindi ultimamente ho tenuto duro in una serata dove i casi umani erano più di uno. Sono stata talmente brava da non inviare lampi di richieste di soccorso dagli occhi perché lei era convinta che “andasse tutto bene perché mi sembrava ti divertissi”. No amica mia, l’ho fatto perché ho intuito che per una volta che una di noi trova un normoneuronico se lo deve tenere ben stretto, perlomeno il tempo di una serata.

Altre particolarità dell’essere una buona spalla sono:

  1. Esaltare le doti della tua amica con garbo. Lei ha puntato lui, lui la deve notare senza che lei sembri disperata; perciò la spalla deve puntare l’attenzione su di lei prendendola in giro, parlando casualmente di quanto sia figabellasimpatica solo lei ecc… insomma lui ad un certo punto capirà (forse, ce lo auguriamo) di quanto sia interessante, la noterà e vorrà conoscerla più approfonditamente. Perché facciamo tutto questo? Perché siete dei broccoli rintronati, ecco perché. Venite a parlare con noi invece di tirarvela come fighette.
  2. Non competere. Non cercare l’attenzione del manzo di turno che le piace, non ti intromettere nelle conversazioni, in poche parole non rompere le palle.
  3. Divertirsi. Ammettiamolo, poche cose sono divertenti come vedere la tua amica che ride e si tocca i capelli mentre fa la civetta per rendersi attraente. A tutte noi bernarducce poi la voce si alza di 120 decibel quando parliamo con qualcuno che ci piace.
  4. Tenere duro. A volte le conversazioni si protraggono per più di qualche minuto; non ti appoggiare al muro con la bolla al naso aspettando la fine dei tuoi giorni sfigati. Balla, guardati intorno, parla con qualcuno, insomma tieniti impegnata nel frattempo che la tua amica psycho ripassa mentalmente la lista degli invitati al matrimonio tra lei e il tizio appena conosciuto.

Infine, la caratteristica più importante di tutte: essere una buona spalla su cui piangere; perché piangeremo ancora, e non vogliamo consigli. A volte abbiamo solo bisogno di essere ascoltate, poiché mentre parliamo stiamo già trovando la soluzione dentro di noi.

Ecco, essere una buona spalla è annuire sempre e comunque davanti alla tua amica in lacrime dicendo: “Hai ragione, è proprio uno stronzo”. E già che ci sei, passarle un bicchiere di vino e un fazzoletto.