Bernarda

A chi tocca fare la prima mossa?

È nato prima l’uovo o la gallina? Perché il cielo è azzurro? Come mai non sono nata figa?

Ecco, ho avuto la sensazione di somiglianza tra queste domande con l’argomento di oggi.

Ieri sera ero con un’amica e siamo finite a parlare di manzi, ma codesta non è una novità. C’è un ragazzo che le piace e vorrebbe rimettersi in gioco dopo tanto tempo di ritirata, ma è timida e non sa come approcciarlo. Da lì ho avuto un bling bling interno: a chi spetta la cosiddetta “prima mossa”?

E soprattutto, spetta davvero a qualcuno più che ad un altro?

Passo indietro.

Italia, rampanti incasinati anni 2000. Un pugno di Bernarde sfigate in amore e non solo cresce in questo delirante mare di chat, approcci improbabili e tentativi alla membro di segugio sull’apprendimento della difficile quanto antica ars amatoria. Nonostante i notevoli progressi e passi avanti non ci si capisce un cazzo lo stesso, ma ormai anche di questo ne siamo ben consapevoli.

Veniamo cresciute con l’idea del Principe Azzurro che salva la Principessa in difficoltà.

Poi cresciamo, capiamo che i Principi sono mononeuronici terrorizzati dalle relazioni e dai sentimenti e quindi niente, ci incazziamo, non vogliamo essere salvate e ci teniamo a ribadirlo in ogni conversazione su quanto il maschio medio faccia schifo, diventando arcigne, fredde e lamentose.

Capiamo anche che non esiste un modo giusto e uno sbagliato, o forse non lo capiamo mai, ma magari ad un certo punto ci ritroviamo costrette (ed è un bene) a rivalutare l’idea che tutti i penemuniti siano catene di DNA spazzatura, e ci rimettiamo in gioco.

Ci sentiamo di nuovo Principesse, vorremmo essere salvate o anche soltanto rassicurate, ma col cazzo che te lo dico, perché ormai la società e the new stereotipes ci vogliono tutti macchine scopatrici senza sentimenti, e guai guai guai a manifestare un bisogno, non vorrai mica sembrare una donnetta bisognosa?

Ecco di solito una lunga sequenza di aspettative frustrate, di guerre fredde e delusioni, in un esasperante quanto ripetitivo circolo vizioso.

Io sono una Bernarda cosiddetta all’antica: a me piacciono i ruoli. Un po’ acida, ma insomma lo gestisco bene. Vogliamo finirla di demonizzare i ruoli? Vogliamo finirla di pensare che se ad una donna piace essere corteggiata sia appena uscita da Happy days, sia anacronistica e sottomessa o vai a sapere?

Sì sì, i ruoli non esistono più, lo so. Viviamo nella società liquida, se vai a cena con lui te la paghi, se lo vuoi chiamare lo chiami, il corteggiamento è paritario. Il punto però è che il corteggiamento è paritario anche se ti lascio fare la prima mossa, anche se aspetto un tuo invito perché è bello che mi desideri, che organizzi qualcosa per stupirmi, che prendi in mano la situazione e che compia piccole attenzioni come aprire la portiera o altre stupidaggini che a noi donne post-apocalisse social comunque piacciono ancora, anche se guai a dirlo, vuoi mica sembrare una donnetta bisognosa?

Poi però si va avanti. Ho capito che la prima mossa è solo una mossa. Ho capito che se io o un’altra Bernarda vogliamo rimetterci in gioco, possiamo anche dirlo. Dobbiamo dirlo. Se un ragazzo ci piace non dobbiamo correre tra le sue braccia in guepiere per sedurlo, ma possiamo dirlo.

Aaaaah, che sollievo.

Dirlo apertamente, parlare, proporsi con delicatezza, con dolcezza, perché accidenti, siamo ancora femminone e possiamo essere quello che vogliamo, donne all’antica compreso. E chi pensa che questo sia essere donnette bisognose non ha proprio capito un cazzo.

Io la prima mossa in quanto tale non l’ho fatta spesso, e quando l’ho fatta è stato un disastro, ma questo non fa statistica, tutti i miei tentativi sono stati un disastro (grasse risate psycho).

Il punto è che è stato tenerissimo vedere la mia amica arrossire mentre semplicemente gli scriveva “Ciao”.

Non importa come andrà a finire, se lui la rifiuterà o non le risponderà o quel che è. In tutta onestà, sticazzi.

Il punto è che l’ha fatto per sé stessa, per emozionarsi, per sbloccarsi, per divertirsi anche.

E questo è uno dei modi più belli e coraggiosi per essere donna.