Manzo, Sesso

Anatomia di un approccio disastroso (e qualche piccolo segreto svelato)

Non si deve mai, e dico mai mostrare ad un manzo appena conosciuto che si è ragazze serie, né dirgli che FORSE a 30 anni si vuole conoscere qualcuno più profondamente, invece di zompargli addosso assetate di pirillo.

Non si deve mai dire che si è interessate a conoscere i ragazzi per avere una relazione.

Non si deve mai parlare delle proprie intenzioni.
Passo indietro.
C’era una volta Bernarda, che ha dato una festina a casa sua e dopo si è diretta al mare in un piccolo locale ballereccio con le proprie amiche.
Ad un certo punto vengo intercettata da un manzetto molto carino anche se un po’ fighetto/tamarro. Ci presentiamo e ha due anni meno di me, è sportivo, ha un bel corpo e pare simpatico, o perlomeno questo mi suggerivamo i fumi dell’alcool. Mi chiede il numero alla fine di una conversazione della quale francamente non ricordo una mazza e poi ciaone. Passano i mesi e boh, mi scordo anche della sua faccia, finchè non mi scrive. Impiego qualche messaggio a ricordarmi di lui, poi mi invita a vederci. Vive a 80 km da me, quindi non proprio dietro l’angolo, e dopo che ci eravamo accordati se ne esce con un tentativo di uscire in gruppo.

Segreto di Zia Bernarda 1. Manzi, sappiate che se offrite ad una ragazza di uscire in gruppo per conoscervi, tale malcapitata penserà di non interessarvi a sufficienza da meritare lo sbattimento di venire solo. È uno sbattimento anche per lei trovare le amiche da coinvolgere, che giustamente possono non aver voglia di uscire a caso con gente mai vista. Non ci vuole una scienza, su.

Declino dopo diversi tentennamenti, per niente convinta, e lui risponde così:
“Va bene, allora la prossima volta vengo da te, dormiamo insieme e poi riparto il giorno dopo.”
Cosachecosaaa? Ma chicazticonosce? Machisei? Comincio a sbraitare dentro di me, poi mi ricompongo e decido di sfancularlo senza nemmeno rispondergli.

Segreto di Zia Bernarda 2. Manzi, se avete visto una ragazza sol mezz’ora mesi prima, non pare il caso che ancora prima del primo appuntamento parliate di dormire insieme. Queste però son le basi, eh.

Passano altri mesi, mi ri-dimentico di lui, poi boh, gli richiappa su il genio e si fa risentire. A questo punto riusciamo a fissare un appuntamento vero, che procede anche bene. Lui mi chiede che intenzioni ho in amore. Gli rispondo che a questo punto della mia vita voglio avere una relazione. Grave errore. Gravissimo errore.

Segreto di Fatima 3. Manzi, se una ragazza parla di “avere una relazione”, non significa che vuole avere una relazione con VOI. Non siete al centro del suo mondo, non vuole ammanettarvi, rapirvi o ipnotizzarvi. State sereni, e scendete dal grandissimocazzo su cui vi siete messi senza che nessuno ve l’abbia permesso. La ragazza vi ha semplicemente risposto.

Gli rigiro il quesito, e lui con fare sornione risponde che sta cercando moglie, che i figli vanno fatti da giovani. “Io mi voglio sposare, al massimo mi fidanzo per un anno per vedere come va e poi mi sistemo”. Io prendo la notizia per quello che è, come avrebbe dovuto fare anche lui.
E invece no. Al cretinissimo si chiude la vena, e capisce questo:
“Ommioddio, stiamo parlando da solo 3 ore ma so già che sei l’uomo della mia vita, mi voglio trasferire da te e privarti dell’aria che respiri; voglio impedirti qualsiasi divertimento, scopata e soddisfazione nella vita. Voglio essere tutto il tuo mondo, e non avrai altra Bernarda al di fuori di me.”
Solo che non me lo dice, e l’appuntamento procede apparentemente a gonfie vele. Mi bacia, fa qualche tentativo anche ai piani bassi senza ottenere niente. Ci salutiamo, ci risentiamo quando lui torna a casa, e tutto pare tranquillo.
Ma la sciagura incombe.
Nei giorni immediatamente successivi un po’ si nega, così provo a chiedergli di rivederci.
Primo campanello d’allarme: mi chiede di incontrarci in discoteca, quindi con gli amici; al che rilancio e dico che posso spostarmi e venire nella sua città.
Lui: “Ti porto a casa mia. Ti fermi da me?”
Io: “Ehm…pensavo più a fare un giro :-)“
Lui: “Ma te la stai tirando?”
Io: “???”
Lui: “Va bene, niente. Comunque ho altro per la testa.”
Io:“In che senso?”
Lui: “Non posso stare a frequentare un’altra persona.”

Con impareggiabile eleganza, il mononeuronico, compreso che al secondo appuntamento ANCORA non mi sarei concessa, e del tutto incapace di gestire una ragazza che nella sua testa vuole ghermirlo come la Maga Circe, ha deciso di scaricare tale conoscenza addossando la colpa a me.

“Te vuoi una cosa seria. Per me ci possiamo vedere, ma senza frequentazioni. Non ho tempo. Non funzionerebbe, non posso impegnarti.”

E termina col colpo da maestro, una vera badilata di generosa magnanimità.

“Almeno hai la possibilità di conoscere altra gente.”

Eh già. Perché io sono talmente seria e invaghita che mi sarei impegnata sicuramente con lui fin da subito, senza conoscere altri ragazzi e sbernardare allegramente. Oltre al fatto che non capisco come si possa “vedersi senza frequentarsi”, ho capito che lui in realtà l’ha fatto per me. Mi ha lasciato libera, ha spezzato l’oppressione dell’amore che provavo per lui. Che Uomo.
Ero soggiogata, ma ora sono libera! Festeggiamo!

Amiche Bernarde,l’inizio dell’articolo era ironico e provocatorio. Perché se al secondo appuntamento non voler fare sesso con uno è “tirarsela”, il problema non siamo noi che “vogliamo una cosa seria”, ma loro che fondamentalmente non capiscono un cazzo. Perché tanto gira tutto intorno a quello.
Per te, amico fringuello, è troppo faticoso corteggiarmi? Vorresti smutandarmi per poi allontanarti indisturbato, protetto dal tuo “lavoro troppo particolare” e dalla distanza?
Invece no, pirillo floscio, tengo la mia Bernarda stretta nelle mutande.
E con essa anche la mia dignità.