Bernarda

Anatomia di una stronza [e perché devi diventarlo (?)]

Strónzo s. m. [dal longob. *strunz «sterco»]. 

1. Massa fecale solida di forma cilindrica.

2. (f. –a) Volgare epiteto ingiurioso, la cui connotazione offensiva si è andata via via riducendo con il tempo, fino a significare, genericamente, «persona inetta e incapace, o che comunque si comporta in modo criticabile»

Io ho adorato scoprire che deriva dal longobardo STRUNZ. Ha un suono celestiale.

Dunque, uno stronzo è un cilindro di cacca. Pupù. Popò. Caccasanta.

Secondariamente, uno stronzo è un incapace, che si comporta in modo criticabile.

Oggi, la stronza è una sicura di sè, che sa quello che vuole, si fa rispettare e ha il controllo sui maschi.

Aspetta, ho perso un passaggio… come siamo arrivati ad essere fighi partendo da un cilindro di merda?

Bah. Misteri sfigatoni.                                                              

Dunque, io nasco polpettona. Tontolona, tortellona, ingenuotta, chiamatelo come vi pare. Se tuttora un uomo sposato mi dice che la fede “è della mamma” io ci credo (true story, mi hanno fatto fessa almeno una dozzina di manzi ad una serata in discoteca). Se mi guarda un ragazzo che mi piace arrossisco, non sono capace a tirarmela e vado in iperventilazione e rido a 200 decibel se un manzo gnocco mi parla.

Da bambina ero quanto di più pionzo si potesse concepire, e ciò me lo son portato dietro anche da grande. Due esempi: qualche anno fa sono caduta di ginocchio (dolore mistico) su uno scoglio all’Isola d’Elba, e ho ancora la cicatrice della vergogna, e ancora più indietro, quando cioè ero manza e poco più che ventenne (quindi si suppone al massimo dell’agilità) sono crollata miseramente addosso ad un mio amico mentre cercavo di scavalcare una rete. A 20 anni correvo sui tacchi, oggi traballo sui sampietrini anche solo con una zeppa. ‘na tragedia.

Ecco. Sono parecchio lontana dall’essere figa, stronza e con tanto self-control.

Così anni addietro, sempre nel periodo dei Cretinissimi Venti, dietro consiglio di un’amica mi sono studiata a fondo il (libro) manuale della perfetta stronza.

Un po’ sulla falsariga del mio ultimo articolo, ho riscontrato che una stronza praticamente ha 3 caratteristiche principali:

  • Ha il controllo su tutto. Niente piagnistei, niente ansie, niente lamenti. Un pilone di ghiaccio ipercontrollato con piantata una scopa nel deretano.
  • Si fa rispettare. Se cerchi di approfittartene, prenderà il tuo ego e te lo sbatterà come un polpo appena pescato, finchè tu non cederai. E cederai.
  • Ha la sua vita. E non vuol dire che le piace giocare a burraco il giovedì. Vuol dire che se tu ci sei o non ci sei, fregagrancazzi. Letteralmente.

Wow. Tutto molto bello.

Quindi io dovrei diventare così per piacere? O per farmi rispettare?

Pare che la parola stronza spopoli sul web. Ci sono addirittura dei blog tutti improntati su quello. Perculeggiano alla grande la dolcezza femminile; le ragazze buone sono quelle che si fanno sottomettere dal maschio pseudo alpha, quelle che si lagnano, quelle che lui mette il silenzioso quando lei parla.

Ma la cosa più ganza straganza megaganza di tutti è che le stronze sembrano funzionare.

Sono creature geneticamente programmate per essere fredde, calcolatrici e irresistibili. Orde di cercopitechi al loro servizio mentre si danno lo smalto. Sono piuttosto egoiste e ho dei broccoli nel congelatore con più empatia di loro.

Che quadretto felice.

Sempre in questi spazi virtuali si sono scatenati i commenti tra “maschi” e “femmine”, tutti che esaltavano vicendevolmente le reciproche bellezze come “siete tutti dei maiali, non capite un cazzo” e “le vere donne non esistono più, è colpa vostra se Trump è diventato presidente!”

Accanto a questi shakespeariani confronti, troviamo le cosiddette damine dolcine, l’esatto opposto della stronza che difendono a spada tratta l’assecondamento coatto del manzo di turno, infine ci sono quelle che “bisogna essere sé stesse” e me le immagino un po’ gnocche un po’ pelose. Ho avuto molta simpatia per loro. Insomma in tutto questo casino, io rimango in mutande a scrivere al pc, mentre là fuori si scatena l’inferno. Scene forti.

Succede così quando si vuole nutrire l’ego piuttosto che il cuore. Bah.

  1. Basta, da domani divento stronza anch’io. Così la prossima volta che voglio fare la figa sui tacchi e cado qualcuno mi raccatterà, invece di ridere come un forsennato. O forse no.

Comunque, ecco alcuni semplici consigli su come essere stronza&felice:

  • Non mostrarti mai innamorata. Mai cedere ai sentimenti, mai mollare il controllo, mai mostrarti “debole”.
  • Punisci sempre il manzo. Ma non dirglielo.
  • Sii sempre molto molto impegnatissima. Quei calli ai piedi d’altronde non si levano da soli.
  • Tieniti tutte le porte aperte. Chatta con 20 ragazzi quando non sei con lui.
  • La dolcezza è da sfigate.
  • Quando possibile, inganna e prendi per il culo il tuo ragazzo. “Se lo merita”.
  • Che lui ci sia o non ci sia, la tua vita è fighissima, tu sei fighissima e lui è uno sfigato.
  • Tieni sempre sulla graticola il tuo lui. Bombalo di ansia da abbandono ad ogni tua scapellata.
  • Sii lucida. Se ti innamori perdi il controllo. Sii un chirurgo prima di un’operazione.
  • Per nessun motivo al mondo lasciati andare ad emozioni quali coinvolgimento, affetto, tenerezza.

Oh comunque mi è venuta una stancheeeezza a scriver ‘sta roba.

E niente, io c’ho provato, ma anche come stronza faccio proprio schifo. Sopravvivrò.