Bernarda

Appello: uscite i trentenni!

Che è un po’ parte della summa delle sphyghe delle single di 30 anni e dintorni.

Cioè. Io esco, vado in giro, ogni tanto. Insomma vado a periodi, ma tendenzialmente sono sempre stata una smaniosa dell’uscita soprattutto ballereccia, perché se non ballo implodo. A volte ci son periodi che mi rintano e mi devono stanare col gas, a volte prendo per i capelli chi riesco e trascino di peso in posti e uscite leggerissimamente diversi dal solito pub. Bon.

Il Signore dà, il Signore toglie. La ruota gira, ecc…

In ogni caso la primaverozza è ormai inoltrata, seppur con gelate chiappali che accadono ovviamente nel momento in cui fai il cambio di stagione e ti smutandi stile Miley Cirus nel video porcone sulla palla demolitrice. Ho un’amica che fa così: a marzo al primo raggio di sole inizia a mettersi i sandali, a maggio è già color biscotto dalle lampade, a giugno le ho già tirato un pugno perché è lei la vera smaniosa. By the way, questa è una storia di ordinaria amicizia tra muflone incarognite. Ne parlavo giusto con essa l’altro giorno, ma anche con altre persone.

Il dramma se hai trent’anni e vai nei locali è i trentenni non esistono. Sembrano spariti. Mai nati. Classe 1986 non pervenuta.

Ma dove cazzo siete finiti?

Mica solo il mio anno; anche quelli intorno.

Non ci sono più. Nei locali o vedi ragazzi giovanissimi, bellissimi e mancomicaganoissimi, o over 35, meglio ancora over 40. Per carità, ho avuto il piacere di scarcagnarmi con membri pirilliformi di tutte le età, e ogni fascia di età riconduce ai medesimi tarli al cervello, tuttavia non è questo il punto.

Il punto è che se io volessi ipoteticamente conoscere qualcuno di nuovo ed interessante della mia età, magari single e non nevrotico (cosa semi-impossibile), semplicemente esso non sarebbe pervenuto. Nada. Non esiste.

Poi mi è stato svelato il misterissimo.

Finalmente la mia domanda ha avuto risposta. Finalmente il velo è stato squarciato, la luce mi ha raggiunto e io sono stata scelta come portavoce di verità.

I trentenni di oggi esistono, e sono tutti …impegnati.

A casa con le mogli, fidanzate, i figli per chi li ha e tutto il corrimi dietro.

Accade questo: vent’anni, voglia di Bernarda costante, alcuni si fidanzano e altri riempiono ogni buco possibile come se fosse una missione.

Vent’anni e mezzo: alcuni invecchiano precocemente, vogliono accasarsi e ammogliarsi in modo da sistemarsi, e si impolverano fino a sposarsi con stucchevoli photo book che duegranpalle. Altri continuano a riempire buchi, cercando di riempire il buco affettivo. Nero.

Trent’anni: gli anni d’oro. Si son sistemati, via alla panza e calvizie, che tanto cazzomifrega io son sposato. Discorsi da bar, cene con coppie di amici e le single trentenni rosicano. Come me. Che magari potevo essere sistemata pur’io, ma con più gioia e meno polvere addosso. Bah. Nessuno me se pija, è bene che rosichi.

Trent’anni e mezzo: quelli che son rimasti single vivono ancora con la mamma.

Quarant’anni. Alcuni iniziano a separarsi, passano crisi familiari consistenti, ritornano in piazza e pensano di poter conquistare le giovani semplicemente schioccando la lingua con versi gutturali e facendo l’occhiolino. Il terrore di invecchiare li spinge a circuire ogni donna nel raggio di 10 km, e questo è quanto. Il cerchio si chiude, tornano a vent’anni, cercano buchi da riempire.

Bene ma non benissimo.

In ogni caso, per rispondere alla vostra domanda implicita, sì, come ho già accennato, sono una rosicona.

Una delle più grandi gioie che sto vivendo sono le mie amiche incinte. È bello. Davvero.

Non vedo l’ora di conoscere i loro fagottini.

Anch’io vorrei una pausa dalla faticosa ballata sociale che ti impone di essere sempre carina, strategica, furba, maliziosa, provocante con garbo, elegante, ben vestita, spiritosa per piacere all’altro sesso.

Oh wow, ho appena fatto un discorso super sessista. Eppure è vero che voglio piacere all’altro sesso. Esiste un modo per piacere ai mononeuronici?

Sì, l’unico modo che conosco è una frase stereotipo che ormai ha perso di significato: essere me stessa, onesta al 100%.

Ed eeeeeeeeeeecco perché nessuno me se pija. Sono sempre stata bischera. Strategia zero. Spiattello verità come caramelle, non me la tiro alla morte, non metto la bocca a culo di gallina, non mi vesto bene, non fingo sorrisi a persone che non mi piacciono. Se qualcosa non mi va bene lo dico, non faccio scenate, non metto in scena giochetti per attirare l’attenzione, insomma sono una pallosa e granitica vergine ascendente vergine. Già, però con tutto il lavoro pesante e palloso che faccio su di me sicuramente non pubblico foto di coppia in [aprite Instragram a caso e scegliete una foto stucchevole di coppia con #ioeteforevahandevah] ma sto conquistando e conoscendo ogni giorno me stessa. Perché la mia vita non ruota intorno alla ricerca di un uomo.

Perché ogni giorno cerco di innamorarmi di me stessa, ed è parecchio difficile perché son più i giorni che mi sto sulle palle di quelli in cui mi amo. Poi mi stupisco del perché nessuno mi fila. Ma vaaa?

Non so, sicuramente sto sbagliando qualcosa, perché “Sì abbellicapelli, ma se sei così sincera onesta carina yeahyeah perché sei ancora single?”

Già, l’eterna domanda.

Vi dirò. Ho smesso di cercare la risposta perché ho smesso di farmi la domanda.