Stai Manzo

Buon Compleanno Stai Manzo!

Allorissima, miei cari sfigatones.

Considerate che sto scrivendo con un morbo oscuro e batterico che mi sta facendo tossire pezzi di vita alla volta, al punto che molto probabilmente dovrò ricacciarmi indietro i polmoni con uno sturalavandini.

‘tacci sua.

Comunque, sappiate che oggi questo salotto incarognito compie un anno!

È già passato un anno, ebbene sì.

Vogliamo ricapitolare?

No?

E sticazzi, lo faccio uguale!

Intanto vi nunzio il lieto evento: è ormai alle porte la prima raccolta di tutti gli articoli del primo anno incarognito di Stai Manzo!

A “breve” (virgoletto perché i tempi tecnici sono logoranti quasi quanto il mio morbo) in vendita in formato cartaceo ed ebook.

20161023_180325

Che aspetti? Accaparrati la copia impaginata alla cazzodicane e con molteplici errori ortografici del blog più sfigato di tutto il webbe.

Dunque, esattamente un anno fa, e dietro grande incoraggiamento da qualche (più di qualche) mio amico disgraziato, nasceva con un roboante rutto un blog composto da pochi elementi, ma sempre attuali:

  • La Carogna: amica fidata, insegnante di vita, azzeccata alle ovaie da sempre e per sempre. La Carogna è quella che ti fa venir voglia di tirare un ceffone ai perfettini, quelli sempre sorridenti, sempre brillanti, con una vita composta, ricca di amore, pasticcini ipocalorici, sorprese e soldi. La Carogna è onesta, e ti ricorda ogni momento della tua vita di quanto tu sia sempre sull’orlo del baratro. Che dire, ad una certa ci si affeziona pure.
  • La Sfiga: protagonista indiscussa di molteplici e mirabolanti figure di merda, coincidenze perse, dimenticanze coatte, perdite, cadute, malanni virulenti e occasioni perse. C’è chi dice che la Sfiga non esiste perché noi siamo artefici del nostro destino. Io sono d’accordo, quindi devo ammettere che io sono artefice di un destino discretamente di merda. Comunque Sfiga è sempre vicina a Carogna, le ho viste tutte acchittate a bere Muller Thurgau l’altro sabato in Via Fillungo.
  • La Bernarda: termine squisitamente e grezzamente lucchese per chiamare la Vagina, ovvero quel guscetto molle che apre infinite porte di lussuria e piacere, quella grottina umida e confortevole ad accesso variabile, una piazzetta dove scambiare convenevoli e con pratino più o meno all’inglese.
  • Il Sesso. Delle altre. Rigorosamente. Io di sesso non ne faccio da una vita, e credo che presto chiuderò bottega. Mi son sempre battuta per un sesso libero da preconcetti, di reciproco piacere ed attenzione, di godimento reale e di coinvolgimento totale. Degli altri. Chiaramente. Io non ricordo nemmeno cosa fare col joystick; son ferma agli anni ’90, ma le consolle nel frattempo sono cambiate.
  • Il Manzo: ovvero, voi, miei penemuniti, mononeuronici teste di pirillo stanco, miei adoratissimi ed insondabili quanto sempliciotti calamari fritti. Vorrei sfatare il mito che solo gli uomini hanno difficoltà a comprendere le straincasinate donne.

È vero, noi siamo complicate, cacamarones la maggior parte del tempo, nevrotiche, mestruate ecc… tuttavia qui lo dichiaro, a nome di tutte le Bernarde che vorranno unirsi al coro:

MANZI, MOLLATECI.

Non è vero che siete di facile interpretazione. Nonostante siate dotati di un solo neurone, riuscite ad incasinare pure quello quando vi ci mettete. Per alcune cose siete di una semplicità imbarazzante molto vicina ai primati, per altre vi fate delle pippe mentali che nemmeno io a 15 anni con il mestruo e i Backstreet Boys nelle ‘recchie. Siete simili ad un libretto di istruzioni ikea: bisogna controllare che ci siano tutti i pezzi, preparare lo spazio, avvitare nel senso giusto, per poi alla fine sentirsi dire dalla libreria a metà lavoro: “Non sono pronto. Riportami al negozio. Mi manca una vite e senza di quella non posso stare in piedi”.

Anche noi ci ritroviamo col cuore sbullonato, eh.

Non siamo tutte stronze, tutte acide, tutte logorroiche pronte ad impalmarvi e tritarvi i maroni al minimo accenno di attenzione.

Anche noi ci domandiamo perché sparite, non ci richiamate, perché avete sempre e costantemente paura dei sentimenti, e perché soprattutto, di tutto questo ce ne fate (spesso ma non sempre) pure una colpa. Uno scaricabarile manzile epico.

Altra grande verità che NON svelo io per la prima volta, ma che mi piace ricordare ogni tanto:

ANCHE I MANZI HANNO LE MESTRUAZIONI.

Che sono peggio delle mestruazioni femminili. Le nostre sono ben definite, una volta al mese per ennemila mesi, finchè menopausa non ci separi. Abbiamo delle fasi precise e predicibili, un prima e un durante, e tutti intorno a noi sanno come prenderci e come eventualmente fuggire. E per quanto.

Quella dei manzi no. La mestrua dei maschi è improvvisa, fulminea, imprevedibile e incazzosa. Ancora più incazzosa. Ho visto manzi mestruati acidi, pignoli, taccagni, impuntati su cazzate, egoisti, ostinati. E insopportabili. Pallosissimi.

Il punto rimane però, ora e sempre, che non possiamo fare a meno di voi. Perlomeno io vi amo sempre di più, poi vi voglio asfaltare con la macchina, poi vi amo sempre di più, poi vi voglio asfaltare con la macchina, poi…

Sono devota al pirillo, seppur non lo veda praticamente mai.

Quindi manzi miei, non smettete mai di essere così irresistibili, ma smettete immediatamente di stronzeggiare!

  • Andre Cristhian

    ne voglio una copia cartacea ! con dedica e firma!