Sesso

La caccia al Grande O

Ovvero, la balena bianca, il Grande Occhione, le porte del Valhalla.

Quella roba che ti mette di buonumore per almeno 24 ore, poi è come gli antibiotici: se non lo assumi ogni tot torni supercarogna e con gli occhi iniettati di sangue.

Manzomma, quando c’arrivi, quando il Grande O si fa acchiappare, quando gli astri e le congiunzioni spazio-temporali collimano perdavverodavvero e tu sei benedetta da ‘sta grandissima invenzione, ecco che tutto acquista un senso diverso.

Non è roba per tutte, pare. Ci sono anche Bernarde che lo cercano tutta la vita, gli scrivono su Whatsapp, lo pedinano in discoteca, insomma si impegnano un sacco (forse troppo?) e niente, si nega.

Per carità, sviluppano un’elasticità invidiabile. Tuttavia è come una cena ghiottona senza dessert finale: manca qualcosa.

Ma senza ulteriori indugi, che oggi è pure martedì e siamo già tutti mezzi morti, che mi accingo ad elencare alla katso come sempre le tipologie di Grande O (che possono anche presentarsi insieme in Bernarde particolarmente fortunelle) riscontrate sempre con precisione statistica e scientifica, ovvero dalle mie amiche e da me medesima:

  • Il Campanello. Perché noi abbiamo un campanello sulla porta di casa. Ce piace che siate gentiloni e bussiate a ‘sto benedettissimo pulsantino prima di entrare. Non serve, cari mandrilloni mononeuronici, che entriate a far casino mentre ancora non ci siamo levate l’intimo. Piuttosto, come ogni vero gentleman, potete indugiare sulla porta: “Mi concede?” – “Oh parbleau, venga venga, s’accomodi dentro” – “Ma non vorrei disturbare…” – “Ho detto vieni qui e fammi quello che stantuffo fa a cilindro!”. A quel punto quando il campanello è stato utilizzato nel modo corretto, noterete che si espande di gioia, che punta verso l’infinito, che squittisce in varie lingue sconosciute. Il Grande O Campanello è veloce, vibrantino, e concede ancora molto margine perché ricordate, non siete ancora entrati in casa!
  • Lo Zampillo. Lui si presenta a volte in modo inaspettato. Scoprire il Grande O Zampillo è spesso una sorpresa, perché lì per lì viene scambiato per un altro liquidino; allora capita che la Bernarda gioiosa si trattenga, convinta di far casino e brutte figure, quando in realtà è proprio lì che deve lasciarsi andare! Lo Zampillo si conquista in vari modi, ma due sono quelli riscontrati principalmente: grazie al Campanello (ammicc’ammicc’) e al punto Godiva. Esatto, il punto Godiva quando viene stimolato in modo energico ma delicato può regalare grandi gioie. Si trova in fondo al corridoio, dovete salire su una specie di piccola mansardina dalla consistenza più spessa e lì rimanere. Fate conto di togliere la carta da parati col dito, ma delicatamente, Godiva non sopporta le ruspe! È delicata ma robusta allo stesso tempo, e quando si diverte anche lei si gonficchia come una noce e preme sul tetto; qui Godiva ha installato una fontanella per suo diletto, e quando è particolarmente in buona nel premere sul tetto l’accende, così tutto il vicinato saprà che a casa sua c’è una festa.
  • Il contrattello. Un grande classico intramontabile, perché è un po’ il motore di tutto l’affaire: il Grande O Contrattello è figlio degli esercizi di Kegel, è palestrato, elastico, ritmato e aerobico. A volte si accompagna agli altri, a volte viene solo. A volte si presenta più asciuttino, a volte più rugiadoso. Contrattello è un po’ bullo, avido e maschiaccio, ma sicuramente è una garanzia di qualità certificata; è come un tubino nero, va bene per ogni occasione. Pochi fronzoli e taaanta praticità e via, punta all’obiettivo come un toro che carica un cretinissimo torero. Inoltre, è estremamente versatile e va d’accordo con tutti gli altri.

Cacciare il Grande O è solo un gioco di parole. Ormai è stato detto e ridetto: non va rincorso. È figlio delle donne, quindi volubile e capriccioso, e soprattutto è nella testa, non nelle mutande. Prima di pretendere di urlare come bertucce in calore e frustrarci con il nostro malcapitato scimpanzè, dobbiamo lavorare su noi stesse, conoscere il nostro corpo, amarci, lasciarci andare, insomma un sacco di robe e un sacco di casini, ovviamente.

Perché il Grande O non esce di casa se non ci sono determinate condizioni che cambiano da Bernarda a Bernarda, che nessuno potrà insegnarvi. Ogni mononeuronico ci farà scoprire nuovi aspetti, e se c’è qualche intoppo bisogna delicatamente lavorarci, insieme o in coppia.

Dobbiamo sempre sempre sempre avere rispetto di noi stesse e dell’altro: nemmeno lui è una macchina pistonatrice da guerra; anche i penemuniti sono complessi, a modo loro. Quindi non è nemmeno corretto che noi pretendiamo di avere dei tarzan sempre pronti nel letto: è un percorso da fare insieme.

Poi oh, se voi lettrici non saltate mai un colpo e arrivate sempre a meta, bon per voi!

Come al solito, la sfigatona sono io.