Bernarda

Carnevale sfigatone

Ecco, erano anni che non andavo ai rioni notturni del Carnevale di Viareggio, ed ora ricordo perché. Sono invecchiata. Irrimediabilmente fuori età. E pure pallosa.
Sfigatona a 20 anni: “Evviva il Carnevaleeee! Dai che ci si imbriaa (ubriaca in toscanissimo) fino a gattonare! Tu da cosa ti travesti? Io credo che metterò il solito peluche gigante da gatto-mucca-topo-sceglietevoi che almeno non muoio di freddo. Oh ma dopo andiamo ai doporioni? Dajeeeeee!!! Uhuuuuhhh!” e così era. Nel senso che animate di belle speranze e bottiglie riempite con alcool di infima qualità ci catapultavamo dentro un marasma di musica, travestimenti, follia collettiva e ubriachezza molesta. E noi ne eravamo le protagoniste indiscusse, ogni anno puntuali come le tasse.
Sfigatona a 30 anni: “Oddio c’è il Carnevale? Ma che cazzo di mese è?”
Ecco.
Weekend dubbioso. Mi salta un impegno, quindi rimango sprovvista di serata organizzata, e un paio di amiche vogliono andare ai doporioni, così dico “Vabbè, che vuoi che sia, sarà una serata divertente, boh dai, meglio che stare sempre nella solita e monotona Lucca.”
Arriviamo e allibisco: mi sono ritrovata ad odiare le canzoni di Carnevale (sempre le stesse da 100 anni) ripetute all’infinito, il casino, l’isteria collettiva, i costumi alla cazzodicane e soprattutto, coloro che ho osservato nel loro habitat naturale dopo tanti anni.
Gli scimmioni.
Una razza particolare, una mutazione genetica, un ibrido inquietante che si manifesta una volta all’anno e solo per un mese. Un po’ come un fenomeno astronomico che aspetti da un anno, poi arrivi ad osservarlo e ti addormenti perché esce alle 3.27 di notte e tu hai gli occhi che bruciano dal sonno.
Gli scimmioni da Carnevale sono quella specie di manzi che durante l’anno vive da pallosi professionisti, padri improvvisati, pseudo-adulti e con responsabilità di vario tipo. Insomma son manzi che vivono in quella che gli scienziati moderni definiscono “normalità”, anche se nessuno sa che minchiazza voglia dire.
Quando arriva il Carnevale, però, per uno strano fenomeno quantico-spaziale essi sdoganano la minchionaggine, aprono i rubinetti della cretinanza coatta e liberano fiumi di rutti e sudore. Si sentono autorizzati a molestare ignare pulzelle palpandole “per scherzo”, ad urlare come bertucce con i loro branchi di travestiti da Banda Bassotti, e a commettere qualsiasi atto rompicoglioni per definizione perché “tanto è Carnevale”.
Niente, sono veramente troppo pallosa per questo tipo di simpaticissima comunità.
Io sono la classica lucchese che le canzoni di Carnevale perculeggiano senza pietà. Io sono diventata così, ma non lo ero, giurin giurello. Ero una manza spregiudicata e sbronza anch’io come voi, e mi divertivo con la stupidera e i coriandoli e tutto il resto.
Non so che mi sia successo. Forse una sorta di involuzione naturale da “Bernarda da battaglia” a “polemica vestita da civile”.
E poi ci lamentiamo se i viareggini ci prendono per il culo da sempre.
Per quanto mi riguarda, avete ragionissima.

  • Andre

    Mi fai morire!! Ahahhahaha