Manzo

Come ti guarda un uomo al mare

Che poi diciamocelo, mica solo in estate vanno in vacanza i mononeuronici.

La condizione di mononeuronico per eccellenza è fatta di ON/OFF a corrente discontinua, vale a dire che semplicemente stanno su OFF per il 99% della loro vita cosciente, mentre il restante 0,1% il neurone fa pppprrttt puffff sskkkkggr nel tentativo di prender vita; il tentativo dura quanto il tempo di uno starnuto et voilà, mononeuronico flambè.

Dunque, ieri ero al mare e ogni anno mi ritrovo ad osservare incantata i manzi che mi circondano, un po’ perché alcuni hanno dei corpi che mi spalmerei addosso più volentieri di una crema solare, un po’ per studiare i comportamenti della fauna locale, tipicamente ritagliata in una fetta di sabbia sovraffollata e caotica.

Non è la prima volta che incrocio spesso durante la giornata lo sguardo un po’ ammiccante un po’ da triglia di uomini o ragazzi fidanzati o sposati. La prima volta penso sia casuale, la seconda “che vuoi farci c’è casino”, la terza penso proprio che stiano guardando me. Ora, come ben sapete non ho la fisicità di Pamela Anderson in Baywatch, quindi un po’ rotolo sulla spiaggia con la mia pelle bianchissima di crema solare protezione 70+ per neonati, ma insomma il mio big bootie pride me lo porto sempre appresso appresso vicino vicino.

La questione non è tanto il fatto che mi guardino se gli piaccio (eeeh ma come sei talebana, esagerata, cosavuoichesiaaaa???) state calmi, la questione riguarda le occhiate sanguigne che il manzo straimpegnato padre di famiglia ti manda quando la mogliera è intenta a fare i castelli di sabbia coi bambini. È quella sensazione di disagio che si prova a trovarsi dall’altra parte ignara. Ho ricevuto negli anni occhiate bramose che manco fossi un astice ripieno, e l’ho osservato anche verso altre donne.

E qui scatta la meravigliosa supercazzola che gli scienziati (maschi) e i dottori (maschi) usano per spiegare i comportamenti (dei maschi): la supergenialissimaparaculissima storia antropobiologica dell’HOMO CAVERNICOLUS.

Una bigottona di strette vedute di orgine Amish come me può così comprendere nel profondo il perché di fronte a due chiappe il mononeuronico perde la brocca: come dicono alcuni giornali scientifici main-stream: “La risposta è tutta nella biologia-antropologia-genetica ecc”.

Già, perché (è questo è vero!) gli uomini sono visivi. Trallallà. Basta, tu non devi sapere altro. L’uomo tende naturalmente e supercazzolamente a guardare le altre donne, a desiderarle, a gratificarsi nella visione. Una nun je basta; l’istinto predatorio da pasta al forno gli è rimasto, e questo sarà finchè non farà un salto evolutivo, e tutte noi sappiamo che evolvono più in fretta i paguri. Donne impegnate, non incazzatevi se lui mentre passeggiate con la coda dell’occhio guarda il culo di un’altra, è nella sua biologia. Quando siete al mare e lui cerca avidamente donne da possedere nella sua fantasia lasciatelo fare, tanto poi lo randellate per qualche altro motivo.

Insomma che lui sia single o ammanettato non ha scelta: le risposte neuronali sono quelle di milioni di anni fa. Bel culo, belle tette, bel viso; in ordine sparso funziona. L’uomo semplicemente prova piacere nel guardare indipendentemente dal fatto che farà o meno la mossa (se single, per esempio).

Ah no, il mio non lo fa di sicuro!

Già. Buone vacanze eh.