Stai Manzo

Dai 20 ai 30: la verità che non vuoi leggere

Ovvero come passare dalla percezione  (convinzione) di essere indistruttibili e immuni da qualsiasi cosa ad un lento ed inesorabile tracollo.

Bon, partiamo che il viaggio è lungo.

20 anni: la cazzonite si impossessa di te: dopo aver barcollato incazzato nero nel tumulto dell’adolescenza pensando che non saresti sopravvissuto, d’improvviso ne esci. Ti senti rinascere, tiri un sospiro di sollievo, e ti rendi conto che non sei più quell’ammasso informe di ormoni-peluria-sbalzid’umore che hai sperimentato per anni. Ne consegue in modo del tutto naturale quindi che sei autorizzato ad avere un corpo magro, forte e scattante e quindi puoi permetterti di non avere nessun tipo di cervello. Ecg piatto. Tabula rasa.

Alé. Più cazzone che mai ti butti a capofitto nelle esperienze più disparate e disperate perché una parte di te vuole uccidersi, non c’è altra spiegazione. Quindi via con fast food in quantità industriali, drittoni fino alle 6 di mattina, e sbronze epiche che nonna perdoname por mi vida loca.

Il giorno dopo ti svegli e sei un cardellino. Come niente fosse ricominci a cazzoneggiare senza nessuna apparente conseguenza, e così via per molti weekend, viaggi con gli amici, nottate brave.

Sei indistruttibile ? Invincibile ? No.

Sei solo scemo.

25 anni: sei gagliardo più che mai. Beh dai a 25 anni hai ancora la forza di sostenere i tuoi ritmi dei 20 ma con quel pizzico di cervello in più che ti dà l’impressione di essere moderato e di fare le cose con allegro brio giudizioso. Il tuo corpo però sta impercettibilmente cambiando e tu, fiero machimammazzaamme te ne strafreghi alla grande.

Quindi continui a fare quello che facevi a 20 ma ingannando te stesso, rifuggendo le responsabilità.

New entry:  a questo punto qualche doposbronza inizi a viverlo male. Quel sapore pastoso in bocca e senso di morte imminente ti coglie impreparato, ma solo in qualche episodio.

Bonus: a seconda di che periodo stai vivendo, quando esageri con la cazzonite hai un effetto boomerang che ti fa cominciare a pensare di esser vecchio. Da un estremo all’altro.

Bella l’età di mezzo eh.

30 anni: approdato ai mitici thirty non puoi più negare la realtà, ma alcuni ci provano. Nelsssenso che a 30 bastano 3-4 bicchieri e diventi subito molto giocondo, così come mangiare una pizza è una manna dal cielo se superi la notte senza gonfiori.

Esageri con il vino? Il giorno dopo ciondolerai tutto il tempo come uno zombie con le croste al cervello per ricordarti la password di Facebook invocando pietà.

Ma com’è possibile che fino a POCO TEMPO FA mi riprendevo subito e ora mi cigolano le ginocchia ad ogni movimento?”

Semplice: perché il “pocotempofa” sono 10 cazzodianni in cui hai vissuto da rockstar senza titolo e ora se non metti la canottiera per dormire la mattina dopo hai il raffreddore.

Poi ci sono quelli che anche over 30, con visi adulti e cervello da paguro si vestono, vivono, parlano e pensano esattamente come a 20 anni. Non si son mai mossi da lì.

Fan venire i brividi.

A quanto pare uno studio ha mostrato come fino a 25 anni il cervello sia ancora in formazione, ovvero prima di quell’età non hai ancora tutti i neuroni accesi e funzionanti. Lo sentivo alla radio tempo fa.

Mi son cadute le ovaie.

Comunque secondo me sono studi sul cervello di maschi italici, non c’è altra spiegazione; perché il manzo nostrano ha quello squisitissimo retrogusto di cazzone epico un po’ a tutte le età, quindi non mi stupisco affatto che il suo cervello se la prenda così comoda a connettere tutto. Che insomma anche con tutto acceso e perfettamente funzionante non è mica ‘sta gran cosa, eh.

Perché il manzo dello stivale dice che è vecchio ma non vuole invecchiare, si corazza per bene di ego e via a fare shot di sabato. La donna italica invece di curare sé stessa e la propria femminilità preferisce buttarsi addosso chili di trucco e ondeggiare su tacchi altissimi che fanno venire le vertigini. Poi magari si scopre ancora la pancia per figheggiare e il giorno dopo ha il cagotto.

La conclusione è che la cazzonite non conosce barriere di sesso, età, genere e ceto sociale. Tutti ci siamo passati e tutti ci passeremo ancora, è un modo dell’essere insito in chi almeno una volta nella sua vita ha pensato di essere indistruttibile.

Poi c’è anche la controparte estrema opposta: i nati vecchi.

Che abbiano 15-20-30 anni i nati vecchi vivranno sempre con la canottiera, non berranno mai vino “perché non mi piace”, avranno le pantofole interiori per andare a letto presto e non rischieranno mai niente.

Non faranno mai un bagno nudi a mezzanotte, non vedranno mai un alba dopo la discoteca, non baceranno mai nessuno sconosciuto appena incontrato.

In 2 parole saranno saggi.

E pallosissimi.

Guardate che essere nati vecchi è subdolo tanto quanto convincersi che non si invecchierà mai: non fa mai stare nel giusto tempo, nelle giuste esperienze e nella giusta evoluzione.

Che poi è bello cazzeggiare eh, ma è davvero bellissimo guardarti indietro e vedere che sei cresciuto.

Ti auguro di provare la sensazione di essere nel tuo tempo con tutto te stesso