Bernarda

De Mestruatione

Anche questo è un argomentissimo senSatempo. Un’inesauribile fonte d’ispirasione di carogne autoalimentate.

Ad un certo punto della vita di ogni Bernardina tu sei lì che scorazzi tranzolla, giochi, mangi Nutella di straforo, fai i compiti e ti preoccupi di essere un’infante leggermente in crescita.

Poi, la sciagura.

Quando meno te l’aspetti vai a far pipì e la vedi. Eccola lì, la striscina che ti consacra nel mondo biologicamente adulto e in grado di procreare, e da quel momento ti verrà ricordato per molti,molti anni e in modo molto, molto ravvicinato. I parenti tutti cominciano a fare una strana danza tra il terrorizzato e il gioioso, squittendo: “Oddiiiiiioooo, sei diventata signorinaaaaaa!!! Amore della mammazianonna, sei una donninaaaaaahhh…” e giù a telefonare ai 3 gradi di parentela limitrofi, mentre tu sei solo lì che ti domandi perchè a tutti quanti interessi così tanto quel che esce dalla tua (finora) liscia patatina intonsa.

Ogni Bernarda affronta lo sconfortante periodo in modi molto diversi, vari e creativi. Poi ci sono anche quelle che “Ma io non me accorgo nemmeno…”. Bene. Sappiate che esiste un posto speciale nell’Aldilà per quelle come voi.

Perché non esiste che “non ve ne accorgete”. Non esiste che non si passino giorni di sofferenza, dolori, carogna libera e omicidi sfiorati solo per civilità almeno quella volta al mese. C’han dato pure l’attenuante se compiamo un atto inconsulto. Oddio, in realtà è un’ulteriore prova di quanto il maschiocentrismo ci consideri smomballate dagli ormoni. Si sa, le cose misteriose femminili fanno molta paura, tuttavia non sono proprio certa di confutare questa tesi. Come dire, mi sento pazza quando sto dentro a ‘sto periodo rosso.

Poi ci sono quelle che con sguardo trigliato: “Oooh, ma è la prova che siamo noi a creare la vita.” Anche questo è vero. È incredibile come nel nostro corpo ciclicamente ci si prepari ad accogliere una vita. Un po’ meno incredibile è come puntualmente il corpo ci rimanga male. E’ talmente deluso che piange dai 3 ai 5 giorni di media. Poi a volte piange di più, a volte piange di meno. Ecco perché lo consoliamo con chili di gelato, patatine fritte e cioccolato. In realtà stiamo curando le ferite di non essere rimaste incinta manco a ‘sto giro. Almeno biologicamente.

Esiste anche un modo farmacologico di non averle più. Con una pillola o puntura o qualcosa del genere in un colpo solo non sei più una bomba fertile pronta ad esplodere di bebè e contemporaneamente ti levi dalle balle anche il rubinetto a getto continuo. Nonostante io le soffra proprio abbestia, però, non rinuncerei mai a quel contatto profondo col mio corpo, alla ciclicità unica che replichiamo ogni mese. Eccheccaz, se mi levassi anche quelle già che ci siamo allora potrei farmi impiantare pure un pirillo e parlare coi rutti. Oddio, in quanto a ruttini non ho niente da invidiare a nessuno, ma questa è un’altra storia.

Dunque. Non capisco come mai non si possano chiamare col loro nome. ‘sta parola proprio disturba. Se ne inventano di tutte: lemiecoseilcicloilmarchesequelperiododelmesesemafororosso eccetera. Ma la parola mestruazioni proprio non si può dire. Bah. Mi urta un po’. Che la parola in sé venga considerata una sorta di volgarità è perché per secoliseculorum ci hanno impiantato nel cervello che quei giorni siamo impure, non possiamo farci la doccia, toccare le piante, fare il bagno al mare, fare sesso, fare sport, insomma siamo delle invalide, vagamente lebbrose e quasi contagiose.

Ma tutti quanti, che cazzo di problemi avete?

Come se andassimo in giro a spruzzare dalla Bernarda come in un film di Tarantino. Oppure come se ci appostassimo negli angoli come i gatti e zompassimo addosso ai maschi per umettarli delle nostre oscure secrezioni.

Cioè, state sereni.

È vero, siamo un po’ più isteriche del normale, un zinzino più irritabili, un cincischino più inclini alla violenza spassionata e liberatoria. Ma non esageriamo.

Alla fine è solo un momento in cui siamo un po’ bucate. Abbiamo una perdita dal sistema idraulico e la scienza ci ha provvisto di ogni tipo di contenitore atto a non lasciare segni del nostro passaggio come pollicino.

Nelle pubblicità poi ci dipingono come delle cerebrolese. Un esempio veloce: quella storica dell’assorbente che ti “permette di fare la ruota” è stata credo la summa theologica della cretinanza pubblicitaria. Per fare un provino in tv:

  1. Solitamente non si deve saper fare la ruota come capacità artistiche, suppongo.
  2. Ripeto: non siamo in un film di Tarantino. A seconda di come ci spostiamo non zampilliamo come le fontane artistiche di Las Vegas

Poscia, come affrontiamo ‘sto periodo. Per quanto mi riguarda, è ‘na chiavica. Qualche giorno prima mi gonfio come un pallone, divento più nervosa del solito (sì, anche Queen Carogna può incarognirsi ancora di più) e ho voglia di azzannare qualsiasi tipo di dolce nel giro di 15 km. “Fortuna” che sono intollerante al latte, così almeno mi contengo quel tanto che basta per non finire in lavanda gastrica. Quando infine giungono, a volte ho dei dolori piegaossa ad altezza pelvi, a volte no. E poi mi rincoglionisco. Sono rallentata, non ricordo dove ho messo cellulare-chiavi-macchina, qualsiasi gesto banale diventa maldestro e ho sempre sonno. Odio tutti, ma ho sempre voglia di manzo. Se mi dicono che non sto bene come sono vestita posso mettermi a piangere, perché niente mi sta bene addosso quando sono gonfia di ormoni e liquidi. Sono emotiva, tutti mi odiano (solo nella mia testa, ma non saprei…) e sono ancora più certa che morirò sola e depressa e che questa vita non ha più senso.

Ci sono molti altri modi, e vi invito amiche Bernarde a scriverli nei commenti, se vi va.

Insomma, visto tutte queste amenità che viviamo nostro malgrado, cari manzi, per una settimanella potete anche essere pazienti, no?

  • yeahyeah

    Io ho un posto nell’aldilá…. Però nei passaggi da estate a autunno e da inverno a primavera accuso lievi mal di schiena e me ne accorgo….. Figo come fare la ruota no???

    • A te il mio eterno amichevole vaffa.

  • sele

    mammamiacomesisoffreeeeeeeeeeeeeeeeeeee ahahahahaha

    • l’hai detto sorella.