Manzo

Esser single a Natale

È giunta l’ora di farsi prendere dal panico. Da un po’ di anni a questa parte mi prende un sudorino freddo quando si avvicina il periodo natalizio. Ti ritrovi sistematicamente dentro abbuffate con gente che hai sulle palle durante tutto il resto dell’anno, ma che “a Natale siam tutti più buoni”, salvo poi lanciarsi occhiatacce su chi si deve accaparrare l’ultima fetta di lasagnunta (lasagna unta, nota della sfigatona). Io sono anni che ho indetto lo sciopero dei regali.

Ovvero non li faccio. Me ne frega un pippone. Vaffa consumismo.
Non ho voglia, non ho un centesimo, non voglio stressare ulteriormente le mie ovaie già provate dagli sbattimenti quotidiani.
E poi cos’è tutto ‘sto buonismo smelenso, tutte ‘ste canzonette, tutte ‘ste boiate da film anni ’80 su quanto ci si ama mentre ci si spara tutti insieme pandoro liquido in endovena.
Natale è diventato della Coca-Cola, mi pare evidente. Mostruosi Babboni da 300 chili schiacciano i loro faccioni in ogni canale ad ogni ora del giorno e della notte, rubizzi, mezzi infartati, ma sempre con la diabetica bevanda che è più acida di un succo gastrico. Vabè. Secondo me fanno a gara ogni anno ad aumentare la stazza del Babbo Natale di turno. Fateci caso, ogni anno è più gonfiato dei precedenti. Mi sa che fanno come coi polli, li ingozzano tutti i mesi prima, e poi quando schiattano li sostituiscono con altre cavie da pubblicità.
By the way, non divaghiamo.
Esser single a Natale. Questo è il vero panico, la vera spada di Damocle. Tu, single arraffapeni, durante tutto il resto del tuo sfigatissimo anno vivi ignara della sciagura che sta per abbattersi. Tu dormi, mangi, esci, fai la cacca e hai le mestruazioni come se niente fosse, non te la meni, ti diverti con le amiche, prepari biscotti (ho un profumino per la casa proprio adesso; quasi quasi mi cala la carogna. Anzi no.)
Tu vivi. O sopravvivi, quando butta male.
Ma sei anche sciagurata, perché ti dimentichi del Disastro del Natale Passato. C’è uno spiritello apposito che dovrebbe avvertirti, ma l’hanno arrestato per guida in stato di ubriachezza.
IL PRANZO COI PARENTI. Vecchi, rompicoglioni e strafatti di cibo. Il pranzo coi parenti che anno dopo anno, lustro dopo lustro chiedono: “E TU, SEI ANCORA SINGLE?
A corollario di questo già inutile principio di conversazione, ci sono anche altre perle di saggezza familiare:
“Sai… se non lo trovi ora poi non lo trovi più”
“Ma perché non lo trovi? Sei troppo esigente?”
“Secondo me ci prende tutti in giro, in realtà non ce lo dice ma ha 3-4 fidanzati!”
“Oh, ma te la vuoi tenere fino a 90 anni?”
E così via. Ma non è tutto. Perché tu, single incarognita, puoi sempre buttare la faccia dentro la lasagna e fingere un’asfissia. Puoi andare in bagno e giocare e giocare a sudoku per 2 ore. Puoi chiamare un’altra amica nella tua stessa situazione. Ma non puoi scansare ciò che sta per schiaffeggiarti con violenza inaudita. Il temutissimo momento in cui la famiglia TI PROPONE UN MANZO SCELTO DA CONOSCERE.
Nel mio caso, il mio prozio, noto trombatore libidinoso di 85 anni, puntualmente mi propone oscuri personaggi da conoscere, delineando profili di perfezione, posizionamenti sociali considerevoli, carriere accademiche di gran valore. Insiste talmente tanto che l’unica cosa da fare è fingermi morta. Il suddetto rompicoglioni ottuagenario mi ha sempre fatto un sacco di complimenti, perché a lui piacciono “col culo grosso”, ma solo quando sono tutta in tiro e truccata.

Perché un giorno mi ha detto: “Bada cesso che tu sei senza trucco!”

Auguri a tutti i miei single natalizi.

A voi fidanzati non li faccio, mi state sulle palle con i vostri maglioni uguali con le renne!

Merry fucking Christmas!!!

  • Mery

    E niente. Non ce n’è: triste verità.
    E vivo col terrore l’imminente festa coi parenti.

  • serena

    Questo post mi ha fatto morire! Il tuo zio di 85anni poi! 😉 comprendo il rompimento di coglioni!

    • Grazie per la solidarietà.