Sesso

Gita al secsi sciop

E’ cominciato marzo, e con esso la voglia di non fare una beneamatissima minchia si rafforza sempre più. Quindi, salutiamo marzo e rassegniamoci: d’ora in poi avremo in testa solo farfalle, cazzeggio, gite domenicali. Siamo fregati. E cos’altro si risveglicchia con l’avvento della primavera?

Quali movimentucci basso-interni percepite, bananoni miei?

Eeeeebbene sì, quello.

Zampata, ormonello, libidine, comunque lo vogliate chiamare, qualcosa si rianima dopo mesi di letargo tra bufera, freddo siberiano e voglia di morire. Un’energia frizzantina, un guizzo vivace, una speranza di nuovi incontri.

Insomma, siamo tutti ingrifati come quaglie.

Io apro le gambe con la stessa frequenza con cui si aprono le porte del Giubileo, e la sensazione è più o meno la stessa: pensate che si sentono anche cori di creature celestiali, ma non per sottolineare e accompagnare l’evento; sono sorpresi pure loro. Fanno “OOOOOOOH!” con arpe divine perché non possono credere che stia per succedere.

E per chi ha la fortuna fortunella di congiungersi carnalmente col proprio amato con certa frequenza, c’è un luogo magico, abitato da fate e folletti che una volta dentro ti deliziano con le proprio creazioni con sapiente mano ti guidano: il secsi sciop.

Iddio benedica il secsi sciop. Ora et semper.

Vi racconto una mia esperienza: tutti belli imbelviti decidiamo di andare a farci due risate in uno sciop per adulti, con la stessa smania di due diciottenni che ci vanno per fare un regalo di compleanno minchione. Arriviamo e la vetrina era degna dei migliori sobborghi di città: due grandi vetrate con un manichino vestito coi peggiori vestiti sexy che si potessero concepire e confezionare. Se questo è nemmeno l’ingresso, non vedo l’ora di vedere cosa ci si prospetta dentro. Suoniamo e una volta dentro c’è un’anticamera. Questa cosa che i secsi sciop sono simili a bunker blindati mi ha sempre fatto sorridere. Entri dentro e ti sembra di entrare nel caveau di Paperon de’ Paperoni. Sottili ronzii di telecamere scrutano i lineamenti stile minority report per verificare che tu non sia un serial killer, un pedofilo o un politico, e poi se hai i requisiti e le impronte digitali illibate, puoi accedere ai sacri e antichi misteri dei sex toys. L’anticamera stessa tuttavia ti fornisce già l’input di cosa troverai all’interno: poster di mega gnocca ad ore 9 che occhieggia nel suo corpo perfetto dentro lingerie provocante al punto giusto. Un po’ come dire: se indossi ‘sta roba diventi come me. Mentalmente ripasso il mio corpo pandorone e già la biondona slava mi sta sulle palle.

Varchiamo la soglia del Pipo Incantato e siamo dentro ad uno spazio abbastanza ampio, ovviamente senza finestre e con gli scaffali elegantemente e sobriamente ordinati: niente di pacchiano, ammassato o viscidone. Un negozio a regola d’arte. Impossibile però levarsi dalla testa la biondona slava, visto che altrettante tronfeggiano su qualsiasi articolo disponibile, con chiappotte all’aria e tette che bucano il cielo. Non ci viene incontro nessuno, perché il titolare era un attimo impegnato in magazzino, ma ci raggiunge dopo che abbiamo fatto un giro sommario del luogo: è piccolo, calvo e con la faccia da portiere di condominio. Con modi delicatissimi e molto dolci, voce bassa e sguardo da scoiattolo, ci illustra ciò che ci interessava. È un po’ come se ci avesse accolto l’insospettabile boy scout della porta accanto.

Ripresami dallo shock di avere un mini mastro lindo come guru dei giochi sessuali, mi cade lo sguardo su tutto quel che c’è: falli enormi, lingerie decisamente migliore rispetto a quella in vetrina, manette, frustini, video, vibratori di ogni pregio e fattura. Essendo un po’ porcella dentro, mi sento una bimba in una vetrina di pasticceria, e son già lì che fantastico su cosa comprare per divertirci.  

Penso davvero che ogni persona, che siano trombettiamici, fidanzati, sposati, conviventi, ma anche single debba farsi un giro ogni tanto per scoprire cosa offre il mercato del sesso. Una vita sessuale variegata e giocosa è l’antidoto migliore contro la routine; bisogna evitare a tutti i costi che diventi un gesto meccanico e consolidato, perché poi non c’è più energia ma solo ripetizione. Bisogna sperimentare, divertirsi, scoprire l’altro sotto ogni punto di vista e soprattutto comunicare. Il sesso è una delle più alte forme di comunicazione, e se lo fate diventare solo uno sbatacchiamento casuale per sfogare degli istinti, avete meno poesia delle scimmie, che comunque quando si accoppiano mettono tanto amore e passione.

Volete davvero essere meno coinvolti di due scimmie?

Mi fanno troppo sorridere quelle donnine tutte inculite che poi si vocifera essere delle gran porcellone, e che al solo nominare il secsi sciop si irrigidiscono come monache, perché è sconveniente parlare di questi argomenti, o perché “a loro non interessa”, “stanno bene così” o “non ne hanno bisogno”. Già. Ma poi alla fine sono sempre io la solita polpettona: parlo di sesso come si parla di 730, faccio figurette ogni minuto, domando particolari scabrosi come se chiedessi di passarmi l’olio a tavola, scrivo un blog su questo e poi mi stupisco che la gente giustamente non voglia spapocchiarmi i fatti suoi.

Non posso darvi torto, bananoni miei.

Comunque, che vogliate dirmelo o no, fate una gita al secsi sciop, parlate col partner, giocate insieme, insomma non fate i polentoni! Anzi, più tempo avete alla spalle in una coppia e più è importante esplorare insieme, in realtà è ancora più soddisfacente. Ma potete davvero pensare di fare per tutta la vita le solite 4 posizioni (perfettamente in sincrono, per carità) con la stessa persona? Eccheccaspita, siete temerari. Potete davvero farvi seppellire dalla stanchezza, dai figli, dal poco tempo? Donne, volete davvero finire COME ME? Con la Bernarda a ragnatela?

Fidatevi, non lo volete.

Vi starete chiedendo cosa ho comprato?

Ma che domande: un fidanzato gonfiabile. Parla anche. E’ stato programmato per dire: “Ti amo bella porcona”, ma il mio, non so perché, mi dice: “Fatti una vita sfigata”.