Stai Manzo

“Hai troppo carattere, poi non ti lamentare”: la violenza sulle donne che viene sottovalutata..

Non ricordo se vi ho mai parlato di questo avvenimento, ma sticazzoli.

In questi giorni c’è stata la giornata contro la violenza sulle donne, in cui è stato posto accento sulla drammaticità di certe situazioni anche domestiche, interne, nascoste. Non viste.

Non è mia intenzione trattare in modo serio questo tema; non qui, non in questo salottino cazzoncello.

Perquindi vi narrerò un avvenimento che io ricordo come uno dei più snervanti tentativi di sopruso che ho subito da parte di maschio austrolopiteco.

Il primo che commenterà “Eeeeh ma come sei esagerata” anche soltanto pensandolo sarà evirato. Farò tutto questo telepaticamente. Non sottovalutatemi.

Dunque, una sera vado a ber qualcosa con un’amica. Eravamo tutte prese da noi, dal nostro chiacchiericcio, dal nostro ciancicare parole a velocità supersonica. Eravamo allegre, vestite bene, truccate, eravamo sorridenti. Eravamo belle.

Ad un certo punto il barista ci porta due cocktail offerti da un ragazzo che non era immediatamente visibile perché era seduto su un soppalco. Il barista ci annuncia che avevamo ricevuto un omaggio, ci indica il tavolo e il ragazzo in questione si sporge per darci un cenno di saluto. Ringraziamo con un grande sorrisone, rispondiamo al cenno e continuiamo a chiacchierare.

Una volta finita la serata ci alziamo, io cerco il ragazzo con lo sguardo e lo ringrazio di nuovo a voce alta augurando buona serata; lui ci invita a salire per parlare con lui e il suo amico ma non era nostra intenzione per svariati motivi che non dovevo spiegare né a lui né a nessuno.

A quel punto è un attimo: da allegro e gentile galantuomo comincia ad urlare cercando manforte dall’altro barista (che da quel momento non mi ha più visto metter piede nel suo locale né mai più mi vedrà); non quello che ci ha portato da bere ma l’altro, ci tendo a specificarlo. L’argomento a grandi linee del suo sbraitare mettendo in imbarazzo me e la mia amica era

“Oh, guarda un po’, e poi dite che non ci sono più gli uomini di una volta, eh! E voi? Per una volta che uno è gentile e vi offre da bere…! Poi non vi lamentate eh…”

Nel frattempo io divento rossa come un cocomero (divento sempre rossa quando mi incazzo, faccio come gli animali che avvertono del pericolo con colori sgargianti) e comincio a rispondere per le rime che avevamo ringraziato, apprezzato moltissimo il gesto ma che no, non saremmo salite comunque. Poi qualcosa in me si ammutolisce e comincio ad osservare: il barista sghignazzava insieme al suo cliente cazzone e invece di DIFENDERMI, di contenere lui e i suoi schiamazzi da babbuino involuto ha contenuto me, ha cercato di calmare me. Nel frattempo non contento l’amico del babbuino è sceso, nientepòpòdimeno che un mollusco viscido per mettersi accanto a me alla cassa e dirmi… rullo di tamburi…suspence…mammamiaquantasuspence…

“Hai troppo carattere. Sei troppo…forse dovresti…”

E qui. Un minuto. Di silenzio.

Non ci ho visto più. Vedevo tutto rosso. Manco mi ricordo che cos’ho risposto per mandarli tutti affanculo. Ma ho urlato bene, così che sentissero bene tutti.

E pensa che ti ripensa ancora mi fa incazzare ‘sta cosa.

Dunque. Da dove inizio?

  1. Avete rotto i coglioni con ‘sta storia che se ci offrite da bere dobbiamo spogliarci sul tavolino e offrirci languide e ricoperte d’uva per il vostro piacere laido. Non mi offrite un cazzo di niente se lo fate con interesse. Cheppalle.
  2. Come donna, ho capito che gli uomini quando sono della specie del barista e i due clienti NON difendono mai le donne. Nessuno si è mosso anche al di fuori, eh. Figuriamoci se fosse intervenuto qualcuno per difenderci da un attacco verbale del tutto gratuito.
  3. Ancora e ancora e ancora non siamo evoluti per un cazzo: possibile che io debba essere accusata di avere TROPPO CARATTERE? Forse dovremmo tutte tornare indietro negli anni ’50? Che problemi hai? Sei stato amato poco da piccolo, o al contrario viziato troppo, servito troppo? Ti è forse tutto dovuto? Se non avessi avuto il mio troppocarattere avrei subito gli urli e sarei scappata via dall’imbarazzo e dalla vergogna per una COLPA NON MIA.
  4. Gente, scendete dal piedistallo. Se proprio volete la mia attenzione potete impegnarvi un po’ di più. Volete monetizzare il mio tempo? Volete dare un valore ad un gesto per il quale SECONDO VOI devo ricambiare con qualcosa? Va bene, facciamolo; vi scelgo un esempio tra tanti: ho mandato in bianco un ragazzo dopo che mi ha offerto una cena di lusso proprio quando ho capito che si aspettava del sesso subito dopo. Quindi 7 euro di cocktail son pochini eh. Alzate l’asticella o monetizzate un’altra che vale un cazzo come voi.

Intendiamoci, io non sono una odia-ammazza-uomini femminista e incazzosa. Intendiamoci molto bene, perché anche ‘sta storia che milito nelle nazi-fem deve finire.

Io ricerco l’equilibrio, l’armonia e la gentilezza. Cerco il dialogo e l’incontro, e MAI un gesto di gentilezza viene ignorato da questa sfigata che state leggendo.

Non è che perché hai incontrato stronze acide patologiche te la devi prendere con me perché io non ho interesse nel conoscerti. Non mi interessi, ho fretta, sono già fidanzata, mi aspetta il gatto col cagotto a casa, questo non ti deve interessare. Quando è no è no.

E non lo faccio perché sono stronza. Lo faccio punto e basta. Divento stronza perché tu a colpi di 7 euro pensi di arrogarti il diritto di insultarmi pubblicamente, un po’ come un bambino che pianta i piedi per i capricci quando la mamma gli dice no.

E ora mi tolgo questo sfizio e vi apro un’altra parentesi per provocarvi.

Noi donne siamo troppo: troppo carattere, troppo seducenti, troppo belle, troppo svestite, troppo truccate, troppo brutte, troppo grasse troppo tutto. Dobbiamo costantemente giustificarci per qualcosa: il nostro no, i nostri vestiti, i nostri gusti sessuali ecc…

Bene. Poiché io nella mia vita ho ricevuto varie amenità a causa del mio aspetto fisico (sovrappeso, vestiti, trucco, capelli ecc…) e tante altre ne ricevo sicuramente senza saperlo perché magari non mi vengono dette in faccia, voglio spiegarvi com’erano questi due.

Erano di una bruttezza epica. Non scherzo. Non esagero.

Uno era un over 40 (ma forse anche 50, toh) con la faccia grigia spessa di rughe e gli occhi da triglia, l’altro era un obeso grave patologico.

Ora fatemi capire, noi donne dobbiamo subire oscenità di giochi come “pull a pig” (il gioco in cui uno cerca la più brutta di un gruppo, ci fa sesso e poi la umilia pubblicamente) ma non possiamo avere lo stesso privilegio di scegliere un uomo attraente perché “siamo superficiali”, o maliziose, o frivole?

Spiegatemi cosa dovrebbe impedirmi di parlare per ore e ore di quanto fossero brutti, vestiti male e rudi nei modi e nell’aspetto. Dovrei fermarmi per un’eleganza che io non ho ricevuto? O forse dovrei farmi delle remore perché “non sta bene”, non “è fine” detto da una donna, perché “sono una signora”?

E concludo dicendo che la violenza non è solo quella dell’occhio nero, ne esistono moltissime più sottili, ricche di sfumature e di “Sei esagerata a pensarla così”.

Sappiate che non me ne frega un cazzo se pensate che sono esagerata, se percepisco di ricevere una violenza di qualunque genere io non vi faccio sconti su niente. Perché questo tipo di uomini non può e non deve averla vinta, perché se si sta zitte in fatti come questi semplicemente stiamo passando il messaggio che tutto è consentito, che il maschiocentrismo pseudo-alpha può schiacciare il nostro orgoglio e la nostra forza antica come il mondo perché “ci lamentiamo troppo” o abbiamo troppo carattere.

Donne, svegliatevi. Questi non sono giochi.