Manzo

I Manzi e il ritardo femminile

Sì, parlo proprio di quel ritardo.

Il ritardo da sudorino freddo, da comeandràafinire, da Iddiocelamandibona, da ommioddiommioddio.

Ora, partendo dal presupposto che le reazioni femminili sono varie (come anche quelle maschili, certo…), ogni donna reagisce in modo diverso a seconda del momento, del contesto, della relazione, del desiderio di maternità, dell’età ecc…

Perché sì, avere un figlio è una cosa assoluta, e non si torna indietro. Non è come un paio di scarpe prese a saldo d’impulso mentre un’altra befana te le puntava; quelle le puoi restituire con lo scontrino, a meno che tu non ci sia andata in camporella col fango alto fino alle ginocchia mentre gioivi di ciò che la natura offre.

Quindi ogni donna sente dentro di sé qualcosa con un ritardo. Ma questa è una sede scazzoncella, e il manzo, comunque , a qualsiasi età, ha sempre un primo pensierino.

“Merda”.

Ok gente, questa non è un’esercitazione. Hai deciso di saltare la quaglia? Sei in una relazione che ti consente di rilassarti e farti perdere la brocca? Siete entrambi sani (cosa fondamentale) e quindi non ci sono nell’aria malattie sessualmente trasmissibili? Avete entrambi saltato quel passaggio di lattice, quel tubino di tessuto sintetico modello manzo, quel passamontagna per mononeuronico?

Bravi! Cioè bravi coglioni.

Può capitare. Fate un po’ quel che vi pare, ma poi pensate alle possibili conseguenze.

Insomma è capitato, a tutte, almeno una volta nella vita. Alzi la mano chi non ha sperimentato quel brividino di terrore negli occhi del proprio cercopiteco che sta già programmando dentro di sé la fuga.

Perché dai, i manzi e il ritardo sono una combo spassosissima.

Ci sono varie fasi:

  1. Quando dovevano venirti? Ovvero, lui che manco sa cosa sia un ovulo a quel punto diventa un ginecologo navigato, e considera il periodo di ovulazione, il supercazzolamento delle tube, le condizioni astrali secondo cui Nostradamus in una previsione scrisse: “Lo manzo con il bastone infuocato/ molti cieli vide / poi dimenticò il mantello/ e ivi entrò nell’antro dei segreti sanza protezione/ (bravo coglione). Seguono calcoli matematici sull’esatto momento in quel gran fetente del girino avrebbe potuto percorrere la navata in condizioni climatiche favorevoli.
  2. Non sono pronto. Eh dai, su. Ammettetelo. A meno che non siate sposati e stravogliosi di fare il padre al punto da inseminare la vostra pulzella a qualsiasi ora e luogo, il “Non sono pronto” è un must. Non siete pronti. A quel punto è finita: dopo 3 giorni di ritardo lui già si vede a cambiare pannolini per il resto della vita. Sta facendo il funerale alle notti da minchione in cui beve come un alpino e rimorchia qualsiasi femmina. È lì con l’estremo saluto alla sua libertà, alla sua gioia di vivere, al suo progetto di aprire un chiosco di burrito e viaggiare per il mondo con una valigia di cartone. “Tesoro, sono solo 3 giorni…”- “Lasciami stare. Vado a dire ai miei amici che sono morto. Funerale sobrio, niente di pacchiano.”
  3. Io me ne vado. Ad alcuni la vigliacchite strizza talmente le palle che mentre vi guardano negli occhi con tutta la loro dolcezza e tenerezza stanno mentalmente considerando quale meta scegliere per un fugone notturno. “Dev’essere un posto lontano ma facile da raggiungere, dove non possono trovarmi. Aereo o treno? Meglio macchina. Già ma con la macchina c’è il discorso della targa. Devo rubarne una. Sì ne ruberò una, e mi chiamerò Pedro Adelante. Nessuno mi troverà”. Senza considerare, detto fra noi, che una donna incinta e arrabbiata vi stana. Oh, se vi stana, a costo di partorirlo sulla route 66 durante un inseguimento.
  4. Ah non sei incinta? Ecco qui vorrei dire una cosa. Sobrietà, manzi. Sobrietà. Potete anche non organizzare un rave party con droga e alcool. So che siete sollevati, ma evitate di chiamare i vostri amici Pustola, Piede di porco e Fame chimica che nel frattempo stavano aspettando l’esito come tifosi sugli spalti. Si sentono le ovazioni fino a casa nostra, che nel frattempo sta di nuovo assistendo al miracolo della mestruazione, con tutti i benefit che comporta più un surplus col ritardo. Stile trenitalia.

Quindi sì, amici manzi, tranquilli. Non siete degli inseminatori dai girini-soldato che si picchiano per abbattere il muro di difesa dei nostri ovuli. È importante proteggersi, di modi ce ne sono un milione e ormai si conoscono. Sbagliando si impara, e qui mai potrei incoraggiare comportamenti superficiali, soprattutto con tutte le emergenze maternità che ci sono.

E qui cito un manzo: “La prossima volta mi infilo in un tubo di nylon”