Manzo

I Manzi VIP in discoteca

L’altra sera siamo andate in discoteca. È un posto sul mare, molto bello e grande, ma non lo amo moltissimo perché per i miei gusti manda musica di merda e imballabile. Vaaaabè.

Comunque c’è sempre volontà di figheggiare, quindi ci dirigiamo baldanzose verso questo luogo di acchiappanza misto a salsedine cariche di belle speranze. Una volta arrivate il posto si conferma per quello che è: baristi belli come statue greche più acidi di me in premestruo, una ressa-calca da oktober fest e musica di merda. Non ci scoraggiamo, alla fine siamo animalazze da scechera scechera, quindi ci doniamo mollemente ad un vodka lemon.

La mia amica Bernarda acchiappa-casi umani non si è smentita nemmeno stavolta, anzi, la concentrazione era parecchio alta e fitta, al punto da rapirla alle nostre grazie per diverso tempo, giacché ognuno di questi manzi pretendeva molta della sua attenzione. Dopo essere stata definita “di legno” da uno degli astanti ha compreso che era tempo di rientrare all’ovile tra le sicurezze delle sue amicuzze, non senza imprecare un po’ per i trattamenti ricevuti. Ad un certo punto altra friend Bernarda comincia a squittire di piacere per aver innescato un contatto con manzo in trasferta conosciuto precedentemente quando era stata in mini-vacanza. Tale manzo era del nord, in gita al mare toscano con altri suoi amici. Ci presentiamo tutti amabilmente, e a me colpisce un manzo molto bello per i miei gusti, ma con un inquietante sguardo da assassino e nessun tipo di tentativo verbale. In altre parole stava zitto e pure con la ghigna. Sorvolo velocemente.

Trascinati da un vortice di pseudo trenino, veniamo non so come proiettate verso il loro tavolo. Il “loro tavolo” si trovava dall’altra parte del locale, e in tempi discotecari si poteva tradurre con 40-45 minuti di sgomitata nella ressa. C’ha messo meno Frodo ad arrivare a buttare l’anello nella lava.

Inoltre il percorso è irto di ostacoli: manzi toccaccioni, manzi acidoni, Bernarde sguaiate e finto-ubriache (altra categoria infamona) e sparate di borotalco provenienti da misteriose bocchette invisibili.

La perplessità aumenta, ma cerco di non darlo a vedere. Nel frattempo il manzo con gli occhi da assassino continua a guardarsi intorno. Un brivido mi raggela, nonostante i 40 gradi. Una volta giunti agli antichi cancelli del Valhalla, alle porte del Paradiso, una volta dissipate le nebbie di Avalon scopriamo che l’accesso al priveè consiste in un mini anfratto con a guardia un gigantesco buttafuori incarognito. Avevo l’impressione che nemmeno lui ci passasse frontalmente, ma dovesse mettersi di lato per accedere a quell’Eden per pochi eletti. Un’altra domanda che mi attanaglia è come possano i buttafuori ricordarsi tutti i visi dei VIP col tavolo. Forse c’è un codice d’intesa, un segnale segreto massonico che a noi normali sfigatoni poveri è negato, perché di fatto si son guardati e bon, avanti Savoia. Una sera voglio provare anch’io, ma devo ricordarmi di metter su la Faccia di Culo delle grandi occasioni, altrimenti mi presento come un pulcino spaurito al primo giorno di scuola. Mi sa che ci vorrà una preparazione intensa.

Comunque entriamo nell’anfratto, e mi si presenta davanti uno scenario post-apocalittico. I tavoli sono effettivamente begli spazi chiari e potenzialmente comodi, ma assiepati di personaggi assurdi in piedi sui divanetti, in piedi sui tavoli, in piedi uno sopra l’altro. I loro sguardi sono rivolti all’orizzonte, simili a dittatori amabili che si rivolgono al popolo nel giorno di festa, e hanno colli talmente allungati per farsi vedere da sembrare le donne giraffa, quelle con le collane che allungano il collo fino a farlo crollare a terra. La calca è talmente afosa da appiccicarmi il vestito addosso, inoltre sono come invisibile. Devono aver riconosciuto che non sono una di loro, che sono straniera, forestiera. Passano, mi annusano e storcono il naso, riconoscendo l’odore della povertà e della sfiga.

Oh, comunque prossimamente potrei anche fare un profumo. Poor&loser, eau de parfum by Stai Manzò. Con l’accento sulla O.

Sono come invisibile perchè  vengo spintonata e strattonata da sguaiati medio borghesi che tentano disperatamente di spendere soldi che non hanno, abbracciando ragazze che non li considerano, nel sacro terrore di dormire soli, di sembrare poveri e di dover accendere il cervello per pensare.

In tutto questo io ho come una serie di spasmi di piacere nel guardarmi intorno, perché praticamente ho già un articolo che si scrive da solo. Piccola confidenza tra me e voi.

Al tavolo in questione sono tutti molto belli e molto esasperati. Vien voglia di fargli una tisana, abbracciarli e dire loro che va tutto bene, che sono fighissimi e che tutti stanno guardando proprio loro perché hanno il tavolo più ambito, ovvero quello sotto alle cubiste.

Mononeuronici lettori preparatevi. Le cubiste erano due fighe spaziali in guèpiere. Non è un modo di dire, ho visto la loro Bernarda perfettamente depilata più volte. Del tutto incapaci di ballare, erano comunque molto efficaci nel mostrare le grazie che le hanno innalzate in quel ruolo di grande spessore. Comunque chiamale sceme, secondo me non guadagnano poco. Fossi figa magari lo farei anch’io. Bah.

Le cubiste hanno corpi perfetti, movenze lascive e biancheria intima. Fossi stata un manzo probabilmente anche a me sarebbe partito l’embolo e via, si trasforma in un razzo missile.

Invece no, sono una sfigatona sederona che intralcia e impalla questo marasma affannato di egomaniaci e bottiglioni da 200 euro, e tutto sommato mi sono anche rotta le ovaie di star lì. Ringrazio mentalmente tutti loro per avermi donato questo meraviglioso materiale e sono pronta a portarmi via quel tesoro prezioso che custodirò per sempre con me e con i miei amatissimi lettori.

INCISO: ho incontrato un amico sotto casa. Mi ha raccontato che esiste un altro tipo di manzo da discoteca, ovvero il MANIACO. Semplicemente la sua tecnica è avvicinarsi ai gruppi di ragazze e fissarle. Immobile.

Incubi assicurati.