Bernarda

Il magico potere delle Poppe

Perché le poppe logorano chi NON le ha. Tipo me.

Cioè, non è proprio che “non” le ho (ci sono donne messe moooolto peggio di me), perché comunque le mie son piccolette ma ci sono. Son sode, stanno ritte e sono un po’ strabiche. Ma’nzomma queste sono, e me le tengo.

O almeno questo è ciò in cui ho creduto per 30 anni.

A me ‘sti trentanni m’hanno sconvolto abbestia, comunque. Santa Bernarda che mazzate.

Accade qualcosa di oscuro e stregonesco.

Una mia amica mi ha regalato un reggiseno incredibile, uno di quelli seri, tecnologici e superdotati solo per coraggiose. Roba da NASA. Se lo spedisci sulla punta di un razzo che va nella stratosfera, torna intatto e con i glitter presi dalla polvere di stelle della Via Lattea.

Parliamo di una corazzata, un’armatura da Fantaghirò ma senzailcaschettopercarità, un’impalcatura degna dei migliori muratori di Caracas. Se pagassi due dei suddetti per tenermi su le tette, comprimerle e ingrandirle come fa il reggiseno magico non otterrei lo stesso effetto.

No davvero, non ci potevo credere.

Perché io lo sapete (se non lo sapete, leggete qui), non uso reggiseni se non in occasioni in cui proprio non se ne può fare a meno. Io e le mie zinne allegre e strabicozze puntiamo al cielo con fierezza, finchè stan su e hanno la forza di guardare al mondo con orgoglio. Qualche manzo mi ha pure fatto apprezzamenti sulla loro solidità organica. E non mi sfrantecate le ovaie col fatto che son giovane, perché conosco Bernarde anche più giovani che hanno delle poppe in caduta libera manco avessero allattato 5 figli.

Quindi i reggiseni che rientrano nella media della mia disponibilità finanziaria medio-bassa o bassa-bassa non mi avevano mai esaltato-raddoppiato-insilurato le poppe come questo magnifico, prodigioso, futuristico orpello per busti femminili che mi è stato testè regalato.

Secondo me ci sono degli ingegneri dietro ‘ste robe, magari di quelli con i capelli unti e la pelle spessa e grigia. Ce li vedo con le lingue penzoloni fantozziane mentre progettano a nottate intere nuovi design, pungolati da Oompa Loompa frustrati quando si addormentano. Sì…una specie di fabbrica di cioccolato ma con i reggiseni che prendono vita e si infilano nelle scatole nere con fiocchi di raso. ‘azz.

Vi starete chiedendo se mi sono forse ricreduta sulla possibile beltà e scelta oculata della biancheria intima che indosso, al posto di mutandoni fieri e basici e reggiseni main stream.

Dovete sapere che la mia amica da quando mi ha conosciuto sta combattendo fieramente come un’autentica amazzone in Converse per farmi indossare biancheria che non ricordi una nonna, o uno slip che non urli che sono single e coatta. Non c’è riuscita finora, quindi ha sganciato la bomba da grandi occasioni; ha aspettato pazientemente e nell’ombra, poi al mio compleanno si è presentata con un’elegante e fine scatola nera orlata sapientemente, e la scritta imperante della marca d’intimo. Vi assicuro che per un istante persino la scatola mi ha guardato con supponenza, odorando le mie mani che fino a 2 minuti prima erano stracolme di pasta fritta.

Ma ormai era lì, era mia e anche la scritta puzzettona se ne sarebbe fatta una ragione; amica Bernarda nel frattempo aveva lo sguardo languido e allo stesso tempo inquietante, della serie: “Ora sono cazzi tuoi”.

Annuso il pericolo ma la mia mano non cede, quindi scarto il pacchetto e mi trovo tra le mani un completo intimo molto bello ed elegante, fine e semplice. Niente di vistoso o eccentrico, solo le basi per avere una Bernarda giustamente incelofanata e due poppe che non paressero adolescenziali.

Basisco, ma ancora non so a cosa vado incontro. Me ne rendo conto a casa, quando il reggiseno mi rende magicamente tette-munita.

E qui inizia la mia nuova vita.

Possiamo utilizzare uno spartiacque: non è il giorno che me ne sono andata via di casa, o la telefonata con cui mi informavano che avevo ottenuto il finanziamento per il mio progetto, e nemmeno il giorno del mio trentesimo compleanno.

No.

Lo spartiacque veronudoecrudo è il giorno in cui ho avuto in regalo le tette.

Inizia tutto per caso: mi vesto come al solito e gli uomini mi squadrano e mi guardano le tette per la strada. Non so se scappare urlando o essere lusingata, e lì per lì non capisco, ancora annebbiata dai festeggiamenti. Solo in un secondo momento comprendo che quei sorrisi e quelle gentilezze da perfetti sconosciuti sono collegati ad una sola causa. Un solo motivo, 5 lettere, la loro infanzia, millenni di biologia mai evoluta ai piani bassi.

Tette.

O poppe, che dir si voglia.

Perché è davvero possibile che le tette aprano le strade? Siamo ancora così legati alla biologica selezione visiva da doverci incostumare per esaltare, riempire, fingere di avere robe che Natura impietosa ci ha negato? Noi tettepiccolillipuziane dobbiamo rassegnarci ad avere il fiato corto per infilarci in sostegni di molecole di tessuto sempre più impronunciabili? E tutto questo, per cosa?

Perché il punto è che a me è piaciuto avere le tette. Ero più proporzionata, me le vedevo granitiche dall’alto, i vestiti mi cadevano provocanti ma non volgari.

Avere le tette è una figata.

Ma il contrasto interiore mi corrode la mente. E’ un inganno? E se poi qualcuno mi dovesse spogliare (cosa del tutto improbabile)? E se mi presento in un modo che non corrisponde a realtà? Cosa accade, perdiana, cosa accade?

Poi faccio una mossa, nella speranza di trovare conforto: parlo con la mia amica popputissima. Quella meraviglia di poppe grosse dà sollievo a qualche mio quesito.

Con candore e ingenuità per le quali lei un po’ mi ama un po’ mi perculeggia le domando: “Ma gli uomini te le guardano le tette?”

Lei si gira, trattiene qualche offesa alla mia intelligenza per qualche secondo, e poi risponde con gli occhioni sgranati: “Ma è OVVIO che me le guardino! Pensa che una volta un ragazzo mi ha guardato in viso e mi ha detto –Ah ma hai gli occhi verdi? Non me ne ero accorto!-”. NOTA: la mia amica ha enormi occhi verdi con la forma felina, che è impossibile non notare, tranne se sei uomo.

Io cado dal pero, come per molte ovvietà dell’esistenza, e lei comincia ad argomentare che gli uomini guardano le tette. A me non è mai successo, o quasi, e indovinate perché. Comincio a sudare freddo, lei lo nota e cerca di rassicurarmi con argomenti che solo una che non ha problemi di poppe può usare, e con tutta la sua buona volontà, s’intende.

  • Ci sono anche uomini che amano il seno piccolo
  • Non è vero che le tue sono così piccole
  • Non è vero che c’è troppa differenza tra quando hai questo reggiseno e al naturale
  • Alla fine se un manzo ti spoglia non se ne accorge nemmeno
  • Non è una bugia, è solo un’omissione

E niente, l’ho amata ancora di più per averci provato.

Ora mentre scrivo indosso il supermagicoscuro reggipoppe, mi sento il busto leggermente segato dall’ammenicolo e il respiro è corto, ma comunque ho preso la mia decisione.

Continuerò a dondolicchiare con le poppe al naturel o indosserò lo scafandro come unico e solo amico?

Nessuna delle due.

Opterò per una sana, quiescente, rassicurante via di mezzo.

Userò il reggiseno quando ne avrò voglia e le poppe libere quando rivendicherò i miei diritti ad essere tettepiccolillipuziana.

Insomma io alla fine di questi deliri scritti batto sempre lì: bisogna accettare il proprio corpo, altrimenti nessuno ci guarderà mai; e non mi riferisco alle tette, ma a quando qualcuno ti guarda come se fossi la creatura più bella di sempre, e non perché aderisci a canoni dettati da altri, ma perché ti ami, ed esalti la tua bellezza per quella che è, anche con qualche fronzolo ma sempre secondo te stessa.

Non è facile, lo so.

O forse sì, basta che l’accessorio ESALTI la tua bellezza, invece di SOSTITUIRLA.

  • Tuttoattaccato

    L’inizio dell’argomento “tette” non è mai scorrevolissimo (anche per me il primo approccio è sempre un casino). Poi ha preso un verso leggero e simpatico che ha reso il tutto divertente da leggere. Bravissima Giulia. Tu continua ad amarti perché io ti guarderò sempre volentieri! Che ti piaccia o no… ahahah

    • Giulia

      Non chiedo di meglio.
      Grazie :-)
      Up the boobs!