Manzo

Il Manzo fidanzato in discoteca

Una storia con la morale. Cioè, no, dai, non è possibile. Non c’è morale, ma una carogna perplessa. Compleanno della mia amatissima Bernarda tettanica, ha adocchiato una serata anni ’50-’60 a Firenze, quindi ci agghindiamo come delle Sandy di Grease dopo una sessione di Mc Donald’s intensivo, e via, vento in poppa (la sua, di poppa). Entriamo e il locale è stracolmo: urlo nella folla rivolta all’altra mia amica “Non c’è aerazioneee!” e inizia un principio di panico, claustrofobia, ansia tutto insieme. Un formicaio anni ’60 di bretelle, gonne larghe e brillantina comunque fa il suo bell’effetto, e nell’osservare i vestiti retrò almeno ci evitiamo le scosciatone mignotteggianti tipiche delle discoteche.

Ad un certo punto si avvicinano 3 bellimbusti (“belli”..solo “busti”, dato che le gambe non le fabbricano più ai ragazzi) vestiti con jeans, t-shirt bianca e giacchetto di pelle che approcciano in modo ossessivo. Apro una parentesi in stile pierangeliano: [sigla..tu ru ru ru..ru ru ru..tu ru ru ru ru ru ruuuuuu ru ruuuu..] l’approccio ossessivo è quel tipo di baccagliamento che punta tutto sullo sfinimento ripetitivo: il manzo elegge come frase della serata un argomento pilota (ricordiamoci…un neurone) e lo ripete a manetta così, con chiunque capiti sotto tiro, davanti, dietro, dalle parti. Anche lì, gioca di statistica: prima o poi cadrà qualcuna nella rete e tac, ripetizione a iosa della stessa battuta infelicissima, convintissimo di far riderissimo. Nel nostro caso, l’argomento pilota attaccapippone erano le foto: “Ci facciamo una foto insieme?”
Ora, gentili lettori, prendete questa frase, di per sé innocua, e ripetetela 100 volte consecutive, senza mai cambiare argomento, e dico mai. Parlate di foto insieme, pose, serata con foto, selfie, ma continuate al termine di ogni frase a ripetere “Ci facciamo una foto insieme?”
Ppppfffatto? Bene, quando siete diventati master trita-ovaie andate in strada, al bar, in biblioteca, e scegliete una disgraziata sola e possibilmente zoppa, poi tramortitela. L’effetto è stupefacente, ve lo assicuro.
Noi siamo Bernarde socievoli, e diamo sempre una possibilità. Immediatamente però, non solo scopriamo quanto siano cretinissimi, ma anche che erano tutti fidanzati. Non voglio fare la vecchia zia bacchettona (avevano poco meno di me come età), ma… che cazzo fate?
Cioè, un gruppetto di mononeuronici fidanzati può con così tanta leggeresse usare parole come “scopiamo” “dammi un bacio” e “ci facciamo una foto insieme?”. Può davvero???
Ma davvero siete così tanto cercopitechi da avere ancora bisogno di continue conferme su quanto siate piacenti? Che poi ha ragione la mia amica tettanica: “Quelli son parolai, se li attacchi al muro per baciarli per sfida scappano latrando come cuccioli impauriti.”
Hai ragionissima, amica mia.
Quindi un invito spassionato: manzi, se siete fidanzati, state con le vostre disgraziate. O se volete uscire in gruppo di neandertaliani, siate eleganti, siate discreti. Conservate quell’ultimo spasmo di civiltà rimasto.
So che siete insicuri, che forse le vostre Bernarde vi cornificano, che in realtà siete terrorizzati dalla possibilità che ad un certo punto una ci stia davvero e vi voglia portare a letto. So che per voi è difficile cacciar fuori le palle (metaforicamente e non) perché mammina non vi ha insegnato a rispettare le donne.

Ma ad un certo punto (sigla!!!) bisogna crescere, affrontare le proprie paure, e smettere di cercare ovunque il vostro pisello perduto. Tenetevelo ben stretto.
Perché se lo trovassi io, lo darei da mangiare alla mia gatta.