Bernarda, Pelo

La Grande Muraglia delle Vagine

Eh sì, perché io ingenuamente pensavo fossero tutte uguali. Insomma, a parte le variabili cespugliose o meno, quella è: ha due porte, una esterna e una interna, e un campanello, che il manzo particolarmente cretinissimo dimentica puntualmente di suonare. Invece di annunciarsi suonando, quello bussa bussa bussa. Bom bom bom. E insiste. Vabè ma non divaghiamo.
Dunque, la mia amica si accalora particolarmente decantando la rotondità della sua Bernarda. La definisce paffutella, cicciottina. La questione mi ha privato del sonno. Nel senso, lei è morbidosa come me, alta e formosa (ha due poppe che potrebbero sfamare i figli suoi e delle 4 generazioni seguenti),e sinceramente non ho mai avuto il piacere di vedere dal vivo la prima Bernarda rotonda della storia delle manze. Nell’immaginario comune, ha un triangolino sopra e una fessura ovale sotto, ma lei no. La sua è tonda. Cicciotta. E ne va fiera.
Il suo ex manzo storico comunque gliel’ha sempre detto: meglio una Bernarda morbida che una spigolosa, che quando bussi al portone poi ti ci fai del male, mentre quand’è paffuta ci bussi che è un piacere, manco te ne accorgi che sei già avviluppato dal mucho calor. Concordo in pieno.
Un po’ mi dispiace per le Bernarde secche e spigolose. A meno che non trovino un manzo ninjia e unto, non dev’essere una bella sensazione sbattere negli angoli. Un po’ come quando di notte vai in bagno e sbatacchi il mignolo nella madia della prozia Ilde.

Un’imprecazione invece di un’ovazione.

Comunque, ecco qualche differenza tra Bernarde, sulla falsariga della mia amica popputa e saggia:

  1. La Paffutella. Dicesi paffutella una Bernarda soffice, accogliente, materna e calorosa. Vien voglia di farci un pisolino sopra, sentirne il calorino vivacino e poi via, ungersi per bene nelle sue cavità come quando si infila il dito per imburrare la teglia di una torta.
  2. La Secca. Ahi, argomento doloroso, o perlomeno spigoloso. Questo tipo di Bernarda mi nasce asciuttino, ruvidotto, cartavetrino. Niente di peggio di calarsi nella grotta del vento e scorticarsi sulle pareti. A quel punto è meglio premunirsi di apposita attrezzatura opportunamente …inumidita.
  3. L’Onesta. La sportivona, la selvaggia, la fiera Bernarda così al naturale, senza abbellimenti nè sbollentamenti cerettati che poi ci si rimane appiccicati. Lei è così, un po’ sessantottina, ma non ti lascia mai a piedi e stantuffa che è un piacere come un pulmino Wolkswagen (il mio mezzo preferito-desiderato-bramato-spasimato da sempre).
  4. La Stagionata. Ci sono alcuni pecorini che più stagionano e meglio è. Hanno un sapore forte, leggermente acidulo, hanno passato molti mesi al buio a stagionare, a fermentare per prepararsi ad essere posati su un tavolo guarnito a festa. Oh, de gustibus…
  5. La Velina. La Bernarda perfettamente depilata, che ha smesso di rigenerare bulbi piliferi per il terrore di essere bombardata col laser, lissssssia come un bebè, rosata, candida e apparentemente innocente. Salvo poi scoprire che nella sue cavità ci passa agile agile al Salerno-Reggio Calabria…finita.

Se vi state chiedendo di che tipo sia la mia (o forse non ve ne frega una minchia, ma tant’è), ho creato appositamente una bonus track: la Chiusa per fallimento.

Ma udite udite, adesso abbiamo la prova scientifica che le differenze tra Bernarde esistono veramente. Me l’ha detto il Dottorissimo. Il manzo in questione (so che mi sta leggendo quindi gli chiedo di essere paziente con la mia irriverenza) è un passerologo di professione. Guarda Bernarde dalla mattina alla sera. Ora, è vero che se sei un medico hai un approccio distaccato e analitico alla questione, ma sono pur sempre una filata di passere. Fessure. Voragini. Catini pieni di speranze perdute. Cavernette nostalgiche.

Comunque, il Dottorissimo è un manzo più grande di me, dall’occhio losco e dall’ironia stringente. Eravamo al Franklin ’33, un locale a Lucca di cui i titolari sono due scanazzati fuori di testa vergognosamente bravi a fare il loro lavoro, al punto che ti fanno sentire a casa tua. Verso fine serata con tutta la naturalezza possibile che ti consente l’argomento vagina e dintorni, il dottorissimo ci ha sciabolato davanti questa immagine di Bernarde riprodotte. E’ solo un dettaglio della Grande Muraglia delle Vagine, ovvero “The Great Wall of Vagina” dell’artista Jamie McCartney.

“Lo scultore inglese ha passato gli ultimi 5 anni della sua vita a lavorare per questo controverso progetto caratterizzato dalla presenza di calchi di più di 400 modelli di vagina appartenenti a donne tra i 18 e i 76 anni.”

vagine

Son rimasta di sasso. Cioè, ma devero devero esistono tutte queste differenze tra una e l’altra? Ma non sono tutte uguali? E il passerologo ha specificato che in realtà ne esistono moltissime altre tipologie. Per un istante mi sono immaginata il suo occhio losco che scruta là alla mia origine del mondo e mentalmente cataloga la forma della mia Bernarda. Un po’ darwiniano, così old school. Lui ci chiede qual è la nostra, io e le mie amiche l’individuiamo, dopodichè ci fa anche una specie di “profilo psicologico” delle nostre vagine. Giuro che io mi son squagliata. Parlare di fringuelle a ‘sta maniera con un manzo è il sogno di ogni donna, o almeno il mio.

Non vi posso dar soddisfazione perché non ci ha spiegato tutte quelle del riquadro. Ora glielo chiedo e faccio l’articolo 2.0. La mia risulta un po’ timida all’inizio e poi petepem, fuochi d’artificio. If you know what i mean…

E la vostra qual è?