Bernarda

La verità è che non gli piaci abbastanza (?)

Quando ho visto il film anni fa fu una rivelazione.

Una di quelle verità sotto gli occhi di tutti che però non osiamo ammettere perché noi Bernarde siamo eterne speranzose, eterne inguenue, eterne innamorate.

…………………

Cazzata.

O perlomeno, cazzata in parte.

Chissà se è infinita carogna o infinita saggezza a parlare. O forse un mix di entrambe.

Tempi duri, per le single.

Facendo una carrellata indietro, credo di poter essere definita la maggior esperta mondiale di Storie Sfigate; se ripercorro il mio passato sentimentale sfigatone direi che una laurea Honoris Causa me la becco per diritto. Chessò, in scienze umane o robe del genere. Ho talmente tanti buchi neri nel mio passato da aver creato una nuova galassia parallela in cui si mangia solo sushi bevendo vino, vengono inviati episodi di Desperate Housewives in loop e l’aria odora di pipì di gatto.

Aspetta, ma questa è la dimensione attuale.

Forse in quella parallela i gatti hanno conquistato il mondo e noi siamo i loro schiavi.

No, aspetta, anche questa è la dimensione attuale.

Eccheccaz Giulia, dove hai perduto tutta la tua prorompente scompisciante fantasia?

Comunque il senso l’avete capito.

Mi sono ritrovata a pensare di non essere stata scelta.

Già. Una forte determinata trentenne che si ritrova a pensare nel suo lettone poco prima di dormire che fondamentalmente tutta ‘sta menata eterna sia dovuta al fatto che gli uomini non mi hanno scelto. Si sono tutti (o quasi) affacciati su una soglia, hanno dato una sbirciata con le loro regole, le loro richieste, i loro tempi, il loro passato, i loro capricci, le loro difficoltà, i loro, i loro, i loro. Dopo se ne sono andati, con la stessa eleganza elefantesca con cui sono entrati.

Ma questo non è un articolo lamentone-incarognito. No dai, la carogna c’è, ma non il lamento.

Perché mi son guardata allo specchio e ho pensato che ancora una volta, per la tendenza di mettermi sempre in discussione e migliorare, mi sono accollata le “loro”. Ho preferito sentirmi una fallita sentimentale piuttosto di vedere i LORO fallimenti. Ho voluto capire e comprendere le LORO situazioni prima delle mie. E ho pensato che LORO non mi avessero scelto.

Intendiamoci, non essere scelti fa male. Visto così, ci vien voglia di prendere a sediate le LORO schiene o fare macumbe. Poi è una gran rottura dover essere sempre superiori, comportarsi con discrezione invece di andare a frantumare denti così, con un martello, e poi seppellire l’arma e continuare la propria esistenza con un pareggio di conti moooolto soddisfacente.

Perché tutte, tutte abbiamo desiderato urlare, prendervi per quei colletti perfettamente finto-trasandati e sbattervi la capoccia finchè non esce il sangue. Poi per tutta una serie di motivi legali non lo facciamo, ma credetemi che tutte, vostre fidanzate comprese, avremmo voluto farlo almeno una volta (+1 milione). Però poi no, sii paziente, comprendi, ascolta, accogli e perdona. E nascondi le lacrime, non dargli soddisfazione , non le merita, non farti vedere che soffri che poi se ne approfitta perché “ha il potere”. Ma andate in culo vai.

  1. E nel frattempo fattela andar bene perché tanto non ti scegliamo lo stesso. Prendiamo quel che vogliamo perché tu ce lo consenti, poi sciaone.

Beh, nessuno mi ha costretto a far cazzate. Perlomeno ho imparato molto dalle mie cazzate. Un po’ meno dalle LORO cazzate.

La verità, care sfigatone come me, è che noi permettiamo di farci questo. Noi non gli piacciamo abbastanza. Se gli piacessimo abbastanza, vi assicurano tutti gli espertoni, tutte le coppie smelense che vi circordano, tutta la finzione umana che vi perseguita, farebbero di tutto per noi. Supererebbero ogni ostacolo, ogni dubbio, paura, magicamente da un giorno all’altro ci ritroveremmo catapultate in una determinazione inesistente in qualsiasi manzo sulla terra.

Quindi, se non “vieni scelta”, è perché TU “non gli piaci abbastanza”. Lo dice il film, eh. E non solo.

Sottintendi pure che TU non sei all’altezza, TU non sei in grado di fargli superare le paure, le seghe mentali, i problemi, l’egoismo e l’egocentrismo da maniaci. TU non ne sei capace, ecco perché tu non piaci a lui abbastanza da ESSERE SCELTA. E non è finita: alcuni sono così arguti da farti credere di essere LORO, il problema, mentre tutto il resto dentro e fuori urla “Sei tu il problema! Qualcosa non va in te! Altrimenti perché non ti vuole?!”

Oh, vi confesso che stavo per caderci anch’io.

La mia risposta è un sonoro e roboante VAFFANCULO.

Un vaffa libera tutti.

Intendiamoci molto bene: io mi metto in discussione costantemente. Forse anche troppo. Imparo ogni giorno perché ogni giorno capisco di poter migliorare, e questa cosa non finirà mai, è semplicemente il mio modo di vivere. Quanto invidio quelli che se ne sbattono, quelli che iosonocosì ora e sempre, quelli che si sentono perfetti, immutati e immodificabili. Si deve vivere alla grande in quel modo, mica come me piena di vino e sbattimenti.

Quindi questo non cambierà, e a tutte le Bernardone sfigatone come me dico: cazzo, donne, se proprio è un disastro dopo l’altro, un’ecatombe di fuggitivi, una moria di manzi desaparecidos DOVETE mettervi in discussione. Per esempio, se siete delle stalker morbose e assillanti, il problema siete anche voi. Eccheccaz.

Però perché si deve ora e sempre sottintendere che il problema sono le donne che non piacciono abbastanza? Perché non fare film, libri, supporti audio, manifesti e brochure dal Ministero della Sanità in cui si spiega che anche i penemuniti sono disfunzionali tanto quanto le donne?

Perché straminchissima sono io a non piacere abbastanza a lui, e non lui che non capisce un cazzo?

Dove sta il confine? Come sempre, nell’individuo. Tranne per me. Il mio confine è un imbuto collettivo mandatomi per essere un manifesto vivente di tutto ciò che non va. Checculo.

In ogni caso basta, non se ne può più. ‘sta storia che solo (alcune) donne debbano mettersi in discussione per poi “non essere scelte” mentre una mandria di manzi incapaci, egoisti ed emotivamente aridi vive alla grande deve finire.

Ah perché manzette mie, non è vero che loro soffrono quando ci stanno lontani. Stanno alla grande, e soffrono solo per quel che cazzo gli pare. Non gli manchiamo, non pensano a noi, non tessono trapunte con le nostre iniziali, non stanno meditando di farci una dichiarazione sul mare alla luce della luna. Se non ci sono, non ci sono. Punto.

Altrimenti, e questo è vero, si metterebbero in discussione, davanti a noi e con noi.

Quindi un grandissimo ‘sticazzi per tutti, un po’ alla cieca che tanto funziona sempre.

Ho visto ceste di insalata più emotivamente mature di molti manzi con cui sono entrata in contatto. Non tutti, eh, ma insomma non è un articolo buonista questo. Vi sembra un blog buonista questo?

Il punto è che tutti, uomini e donne, devono scendere da quel cazzo di piedistallo per innamorarsi. L’amore pretende umiltà, senza vie di mezzo. E invece no, meglio rimanere tutti centrati su sé stessi e poi lamentarsi, così da avere una giustificazione sempre pronta. Nessuno può “salvare” nessuno; si possono dare stimoli, invitare alla riflessione, interagire in modo efficace per accompagnare entrambi verso qualcosa di nuovo, ma questo non è salvifico, è la natura umana. Oddio, mi sto ricredendo anche su quello, ma vabè.

E tutti, uomini e donne, dobbiamo guarire prima di poter amare. Guarire dalla paura, dalla vergogna, dai sensi di colpa, dalle infinite ferite che ci sbrindellano il cuore. Tutti le abbiamo, quindi tutti, rincoglioniti come siamo, dobbiamo prendercene cura PRIMA di pretendere che un altro ci ami.

Allora donne guardiamoci allo specchio, e capiamo che questi uomini non ci vogliono, né ci vorranno mai. È liberatorio, e fa spazio a qualcuno che ci amerà veramente, ma solo se ameremo e rispetteremo noi stesse in modo da non permettere a nessuno di mancarci in questo senso.

Bene, articolo incazzoso fatto, ora vado a lagnarmi con la gatta di quanto io sia sola triste sfigatona a vita e che nessuno mi ama.