Sesso

Le magie dell’oral sex

Si vede che sento il primo giorno di primavera???

Insomma tra lì e là, quando ancora avete la colazione sul gozzo ecco che vi spapocchio un argomentissimo sans temps, ‘na roba che proprioproprio ci tocca tutti da vicino.

Ho saputo che c’è qualcuno che non lo fa.

Cioè.

Shame on you.

Sì sì, vabbè, lo so che “il sesso è libero” e “ognuno fa quello che vuole” e blablabla..

Ma quando si parla di oral sex, ‘sticazzi. Prendetevi le vostre responsabilità e mettete in moto le ganasce. Azionate le mascelle. Date agio al maggico muscolo spugnoso nella vostra cavità orale. E attrezzatevi: berretto da scavatore per i manzi, e regola asta del microfono per le Bernarde.

Le magie dell’oral sex sono tante, sono tutte da considerare come patrimonio dell’umanità.

Ma se l’oral sex è da tutti, non è per tutti. I manzi che non amano farlo di solito amano riceverlo. L’accennavo in questo articolo. Però se c’è una roba che non si sopporta è proprio la disuguaglianza nelle attenzioni intime. Ora, è vero che se io canto l’Aida sul microfono di un manzo è perché piace a ME, però è anche vero che lo scambio è ciò che rende il sesso bello e divertente. Lo scambio è quello che ti dà equilibrio, un po’ a te, un po’ a me, un po’ tutti e due, e via che si riparte col Gioca Jouer.

Invece no, se tu non ridipingi le mie pareti esterne io un po’ mi scogliono. E poi perché? Pare che sia troppo forte: odore, consistenza, e una terrificante malcelata sensazione di essere inglobati dalle porte di servizio della propria donna. Ma state sereni, nessuna vi vuole incapsulare per incorporarvi e portarvi altri 9 mesi come quella santa donna di vostra mamma che s’è accollata ‘sta mansione ingrata, per poi vedervi crescere come testine di pipo con un solo neurone. Solidarietà per le mamme di minchioni patentati.

Dicevo, tranzolli, manzotti. Non siete così preziosi ed insostituibili al punto tale da risucchiarvi a ventosa. E poi cosa c’è di meglio della nostra ostrichetta calducciosa e umidina tutta in fermento?

Ma perché voi credete che il vostro pipiscu sia una gioia per gli occhi e le fauci? Manzomma…

Siccome voi sporgete, siccome l’ammenicolo è ben visibile per favorire l’incastro la fate facile, ma non è così. È una questione di angolazioni, di misure per non rimanere soffocate, di giusta umidità perché altrimenti c’è attrito, e poi la velocità, la morbidezza, occhio ai denti, e aumenta il ritmo.

E poi vi voglio dire una roba che sicuramente riguarda me, ma penso che troverò qualche altra bernarda alleata. La questione “mano sulla testa”.

Voce di Alberto Angela, grazie. Alberto tutte ci ti vorremmo fare, si sa.

“La “mano sulla testa” è quel gesto di incoraggiamento che l’homo pocosapiens fa quando il climax sessuale aumenta al punto tale da richiedere un cambio di ritmo, di profondità o di velocità. Tale richiesta viene compiuta con un cavernicolo gesto a mano aperta, con palmo di solito apposto sulla sommità della testa, mentre la bernarda sapiens nel frattempo si sta impegnando moltissimo per procurare piacere al membro del suddetto. Tale gesto solitamente spinge in profondità la cavità orale della femmina, rischiando di soffocarla e indispettirla molto, e detta un ritmo che non le appartiene; perciò l’esito finale è quello di sentirisi un palla da rugby con un buco al posto della bocca, atta a procurare piacere ma non a crearlo. Se non avete capito la differenza tra procurare e creare, di sicuro appartenete alla categoria dei pocosapiens, tranne me, che sono Alberto Angela, e io so tutto e me le trombo tutte.”

Altra grande piaga sociale sono le Bernarde schizzinose; ebbene sì, ci sono bernarde, ed è assurdo pensarlo al punto che mi escono le ovaie delle orbite, a cui non piace il gelato. Quelle che invece del cono prendono una triste coppetta, che invece di gustarsi il gelato da cima a fondo centellinano e si negano, magari perché preferiscono…cosa puoi preferire al cono? Suvvia. Il giuoco di mano è giuco valoroso ed onorevole, ma non è completo, non è così godurioso e avvolgente come il giuoco di mascella. Suvvia. Suvvia.

Non ci prendiamo in giro, care le mie scopine rigidine. Se non scendete a valle rotolando con gioia fino all’albero magico per annaffiarlo, vederlo e sentirlo crescere manca qualcosa.

Penso che tutto sia riconducibile ad una sola parola: intimità.

Questa parola terrorizza. Ci sono cose più intime del sesso, e nemmeno ce ne rendiamo conto: il bacio, per esempio, i giochi di ruolo e le fantasie in generale, ed anche il sesso orale. La penetrazione in quanto tale è un meccanismo, per l’appunto: è un gesto ripetuto che garantisce la continuità genetica, che ha fondamento biologico, che può non essere intimo perché è finalizzato. Quando è fatta con amore, la penetrazione è un sigillante potentissimo, ma se è fatta senza nemmeno sentire l’altro è un specie di masturbazione a due. Tutto quello che ruota intorno alla penetrazione però non è così dicotomico, ha più sfumature. Il sesso orale, come anche i preliminari in generale (mettendo da parte gli estremismi incarogniti) dicono che mi sto prendendo cura di te, che sto mettendo da parte il mio piacere perché il mio piacere in quel momento è procurare godimento a te. E i baci, dalla bocca ai genitali, sono timbri di intimità.

Insomma il casino per me è arrivarci, ma poi quando son là…Vieni o guerrier, vieni a gioir con noi, vieni, vieni, vieni, o guerrier, vieni a gioir con noi, sul passo degli eroi!