Bernarda

L’insostenibile leggerezza del Culone (in palestra)

Ebbene sì, ho ceduto. Visto il mio inarrestabile decadimento fisico e crollo emotivo ho deciso che era giunta l’ora. Non riuscendo a comprendere come continuassi ad ingrassare mangiando una torta intera al giorno e fritto ogni due ore (sai..il calo di grassi) ho dovuto farmi un esamozzo di coscienza e capire che c’era bisogno di una scossa al mio budinoso e magnifico corpo giunonico. Una tonificata. Una pacca sul culo. Un due minuti di tapis roulant, maremma bofonchia. Quindi tac, con la speranza di una partecipante di extreme makeover diet edition mi iscrivo con certa tracotanza ad una palestra per scarcagnati molto economica. Pagando un cazzo e una banana hai tutto incluso. E ovviamente ho fatto quello che tutti quelli che partono da 0 e credono di diventare body builder (dormendo) decidono: l’abbonamento ANNUALE. Per lunghi 12 mesi avrò la malcelata smania di andare ad utilizzare tutti i soldi spesi “per la mia salute” (che ho dovuto raschiare da un fondo di barile). L’ansia. L’impazienza. La frenesia.

Con mia grande sorpresa, però, ho scoperto che mi piace. Ohibò. Nonostante ci siano degli invasati, degli scanazzati, dei cazzeggiatori, degli urlonisbuffoni, delle fighe di legno, mi diverto. Ci sono tanti stimoli rispetto alla sola corsa (so che non sembra, ma negli ultimi due anni e anche più sono andata a correre 2-3 volte  a settimana per almeno mezz’ora), vedi un sacco di gente (leggi: casi umani) e a volte fai anche due chiacchiere quando incontri qualcuno che conosci. Non contando i manzi con i cinturoni da wrestler alti 1 metro e 60; ma dove cazzo andate? Li vedi che camminano boriosi, più larghi che lunghi, atteggiandosi a grandi atleti manco fossimo alle Olimpiadi del Pirillo Piccolo, attraversando la palestra con una spocchia epica per farsi vedere salvo poi tornare indietro subito dopo perché comunque la stanza è grande quanto un garage. Vabè. Oppure le manzette appenaventenni che sono in palestra tutti i giorni che Iddio mette in terra ma durante i corsi si fanno i selfie (giuro, visto davvero) sul tappetino degli addominali, da sole o con le amiche, oppure chattano, oppure parlano ininterrottamente mentre io son lì che conto i minuti che mi separano al decesso più sfigato della storia.

By the way, come al solito divago ma in realtà la roba che mi fa perdere il sonno (non il grasso…sia mai) è un quesito esistenziale e archetipico più antico del Tempo stesso: DOVE SONO LE CULONE? Per quale straminchia di motivo devo essere l’unica sederona in tutta la sala che si allena? Ma cos’è? Una segregazione fisica? Esistono apposite riserve protette per le pere come me? Oppure non iniziano nemmeno e tengono il loro familiare e calduccioso grasso sulle cosce? Perché nella sala ci sono millemila specchi che mi ricordano sempre quanto i miei fianchi facciano scintille con le cyclette accanto alla mia?

Ecco.

Io vorrei fare un appello.

A voi magrolinze, tristanzuole, con quei sederini secchi secchi bramosi di torta con la panna, state a casa. Mangiate. Vi assicuro che un cannolo ha risolto molte crisi esistenziali. E a voi culone, sorelle per parte di grasso, MUOVETEVI. Il movimento è salute. Non dobbiamo diventare delle modelle, come ho già detto in questo articolo, ‘sticazzi. Dobbiamo farlo per salute, per non avere problemi gravi dovuti ad una abitudine sbagliata e distruttiva. Eccheccazz. È inutile che vi lamentiate a giornate intere di quanto siete sovrappeso o fuori forma o mollicce o sounamazza se poi non muovete il culo. Piuttosto dite: “Ma che cazzo volete da me? Io me lo tengo, mi piace, me lo faccio sballonzolare come mi pare, gli ho persino dato un nome! Mollatemi, io sto bene così!”. Così vi appoggerei in pieno.

Ma la lamentela no. Non la sopporto. Il corpo è nostro, risponde a noi, siamo noi sempre e comunque ad essere responsabili per lui, la sua salute e la sua condizione.

Anch’io mi sono lamentata. Per anni. Davo la colpa al metabolismo lento, ai liquidi (ricordate?) alla pioggia, alla politica, all’Universo, alla genetica, allo tsunami e ai prof. In realtà, non avevo voglia di muovere il culo.

Oddio, ora non è che schiatti dalla determinazione. Però ci provo. Mi ascolto, a volte mi ci tiro per le orecchie, a volte ho molta voglia.

Ogni giorno è diverso.

E poi dai, mica vorrete lasciar sola una compagna in trincea?