Stai Manzo

L’inutilità del flirt estivo dopo i 30 anni

Fagianoni miei io ho il cervello simile ad un liquido spiaccicoso.

Non riesco a pensare, muovermi, vivere.

Bene, lamentone ovvione del caldone a parte stavo riflettendo su una roba.

È un altro orribile passaggio che mi fa capire quanto sia ormai nei 30 in un modo terrifico.

Durante i Cretinissimi Venti siamo tutte delle manze da battaglia: partiamo acchittate senza saltare un weekend, l’estate diventa un lungo periodo di beccaggio selvaggio e incosciente, ci scosciamo (depilate, ohibò) e lanciamo occhiate languide e/o mangerecce verso il manzo di turno, possibilmente sbronze.

Decade successiva: il nulla.

Partiamo dall’etimologia (sigla): il cosiddetto flirt estivo è quell’incontro più o meno casuale che di solito avviene in luoghi di villeggiatura, in discoteca o comunque in località di aggregazione, divertimento e più o meno dichiarata tensione sessuale. Ci si mostra abbronzati, ben vestiti e ingrifati, si conosce il tiziocaio che viene da Forni di Sotto e bam, è subito limone. Cioè non fai in tempo a dire l’età che lui ti sta massaggiando le cosce mentre limonate in spiaggia ululando alla luna. Non puoi nemmeno chiedergli da bere per combattere l’arsura perché l’arsura te la cura lui a colpi di linguine allo scoglio. Tempo 10 minuti si è volatilizzato. Nella migliore delle ipotesi ti chiede il numero per dimenticarsene subito dopo. Nella migliorissima delle ipotesi ti cerca il giorno dopo per rivedervi e concludere ciò che Natura ha disposto da prima che nasceste. Tutto ciò è ben accolto dalla Bernarda nei Cretinissimi Venti, che nel frattempo colleziona selfie con bonazzi di cui parlare con le amiche su “come bacia?”. [sì, se ne parla anche a 30. Il bacio è importante, oh.] Questo è in breve.

Decade successiva. La tragedia incombe. Non appena un manzo si avvicina (più o meno raramente) cominciamo ad emanare un tanfo di matrimonio che lo fa svenire e scappare uggiolando. Non fa in tempo a presentarsi che stiamo già calcolando mentalmente il 730 da com’è vestito, se è in salute, se ha pantaloni troppo stretti per procreare o se peggio è un fedifrago maritato che si leva la fede in vacanza. Nel frattempo che ci blaterate su “Ma ti ho già visto?” [ebbene sì, succede ANCORA] noi stiamo già facendo ricerche mentali da un file collegato a Narnia che ci elabora il vostro albero genealogico per vedere se ci sono casi di malattie mentali genetiche in famiglia. Le amiche captano il nome e fanno una ricerca spasmodica sui social per spiare quante volte pisciate e se lo fate in piedi o seduti. Mentre ci state offrendo da bere vediamo se siete tirchi, l’orologio e gli amici. Sono degli idioti? Sono padri di famiglia o eterni cazzoni modello Peter Pan? Tutto questo ci lascia esauste perciò niente, qualsiasi tentativo di zufolare in leggeresse cade nelle nostre speranze disilluse di incontrare il padre dei nostri figli superati i 30.

Fine.

Anzi no. A ‘sto giro avete ragione: i nostri occhi iniettati di sangue per essere abbordate non invitano sicuramente al contatto.

 

Buona settimana un pardipalle.