Bernarda

Ma chi l’ha detto che l’amore tira fuori il meglio di noi?

Ma chi l’ha detto? Fatemici parlare.

Pretendo, esigo di sapere chi è il genio cazzabubbolatore che ha inventato ‘sta minchiata.

Ok, posso anche non iniziare il lunedì così incarognita. Ressssspiro. La tazza di Mr Wonderful con l’unicorno mi dice che niente è impossibile, quindi deduco che prima o poi ci riuscirò anch’io.

Cioènelsssenso, ma sono io l’unica pazza che quando è innamorata o presunta tale soprattutto all’inizio diventa una belva assetata di sangue?

Ok ok, ora mi calmo.

Dunque, partiamo dal principio. Insieme alle favole di sedicenti principi azzurri che vengono a salvare noi povere rincoglionite in difficoltà, ci impiantano nel cervello fanciullesco che l’amore è un sentimento bellissimo e che risolve, distende, scioglie tutti i nodi e ci riconsegna al mondo leggere come piume e con polverine di fata sui capelli che si spargono ad ogni carezza.

E allora perqualestraminchissimadimotivononècosì???

Plin plon: come sempre, se siete delle principesse nate imparate e che non hanno mai avuto un problema con il loro fidanzato/marito perfetto nella vostra relazione perfetta senza mai un cedimento fate il favore. Levatevi dalle palle.

Torniamo a noi, povere sfigatone barcollanti in questo inguazzamento chiamato amoboh.

Non so voi, ma da che ho memoria a me i sentimenti affettusi, amorosi, sessuali m’hanno cacciato fuori certi pezzi di carogna che mi son fatta paura da sola.

Sentimenti edificanti come gelosia, rabbia, frustrazione, per esempio. Oppure insicurezze, difficoltà, desiderio di fugone, sospetto.

Tutto questo va a braccetto con gioia, euforia, energia, desiderio, e ovviamente tutto sparato all’enne potenza che non ci si capisce più un ciufolo perché se un minuto sono Maria di “Tutti insieme appassionatamente” il minuto dopo vado in giro con l’accetta stile “Shining”. Ecco.

Poi appunto mi guardo intorno e vedo tutti così deliziosamente invaghiti, realizzati, appagati, e io che come al solito mi ritrovo a fare costantemente i conti con me stessa e con tutti i miei mostrini. Stanno arredando casa, nel frattempo; han deciso anche di invitare qualche amico.

Si sa che il Never a Joy regna sulle nostre vite, accanto a Sfiga.

Si sa che insomma è ‘na vita di sbattimenti, ma almeno speravo che l’amore ne rimanesse fuori, con gli anni. Che l’amore fosse un atollo felice in mezzo a debiti e paranoie. E invece no.

Perché l’amore è uno dei più potenti canali e mezzi per conoscere sé stessi, e per crescere. E si cresce anche nelle difficoltà, anche con i propri mostrini, che vanno accettati e trasformati. L’amore è una specie di lente di ingrandimento su di noi: espande sia le nostre meraviglie che le nostre ombre; di quest’ultime però ce ne dobbiamo occupare con più impegno e con più cautela, perché è un attimo e ci ritroviamo a distruggere tutto, o a danneggiare irreparabilmente ciò che davvero ha valore e importanza, compresi noi stessi.

Quindi sì, “l’amore è un sentimento bellissimo e che risolve, distende, scioglie tutti i nodi e ci riconsegna al mondo leggere come piume”, ma non lo fa da solo.

Dobbiamo agire, collaborare, lavorarci su.

Dobbiamo essere noi a farlo.

Stringiamoci in un caloroso abbraccio, o brutte bruttissime persone come me. Non abbiate paura di uscire allo scoperto, non siete sole, carogne innamorate. Non temete, non nascondetevi, magari siamo pochi ma possiamo formare una piccola comunità di creature riprovevoli che invece di vedere il mondo tutto rosa la mattina si alzano, danno una bella lucidata al cuore e sanno già che cadranno, si arrabbieranno, si sentiranno inadeguati, si chiederanno perché e cercheranno le risposte.

Che poi i principi son pallosi. Vuoi mettere in confronto ad un bel mononeuronico rincoglionito?

Su su, baciate voi stessi e chi amate, che almeno per i prossimi 5 minuti la carogna m’è passata.