Sesso

Miti da sfatare: la prima volta

Ovvero, la prima volta. La prima agghiacciante volta in cui Bernarda si apre alle incognite mistero-misteriose del sesso.

Nessuno ci ha preparato a sufficienza. L’educazione sessuale a scuola è ridicola, le amiche paiono tutte delle pornodive consumate, i genitori pensano che noi crediamo ancora alle cicogne.

Quindi, che cazzo fare???

Come si arriva a questo grande traguardone senza mandare tutto in vacca miseramente?

Dunque.

C’era una volta Bernarda. Bernarda era felice, senza nessun pruritino e senza giardinetto. Una liscia, tenerina e fuffosetta ciccina. Viveva libera e incosciente, accarezzata da morbide vesti fanciullesche, acchiappanti e senza pizzi, tangheri, lacci segacarne e quant’altro.

Aaaaah. Libertè.

Poi, il dramma.

Senza nessun preavviso, senza nessuna preparazione, ad un certo punto Bernarda cambia.

Non eri pronta, ma Bernarda se ne fotte allegramente. Apre un occhietto, e scatena l’inferno.

Da quel momento, un costante e libidinoso prurito scotta nelle vesti fanciullesche, che, gradualmente o bruscamente, cambiano. Non più mutandoni trasandatoni, ma appunto, pizzi, tanga, lacci segacarne. Tranne per me. Io ancora porto i mutandoni. Ma questa è un’altra storia, sono qui nelle vesti di cantatrice.

A Bernarda spuntano i capelli ricci, vagamente afro, più o meno lunghi. Il Giardinetto delle Meraviglie prende forma, e Bernarda diventa molesta: si muove nel sonno, risponde a certe stimolazioni, insomma prende vita e neppure nel peggiore dei modi, tutto sommato.

Proseguendo in questo calvario carnale, Berny inizia pure a pretendere di incastrarsi con qualcosa. Pare quasi che ti dica: “Mi sento sola e vuota. Sono troppo cava. Portami un riempimento!”

Da allora, la tua vita non è più la stessa, non può esserlo. Quelli che inizialmente ti parevano solo ammassi di proboscide tra le gambe e un solo neurone, improvvisamente paiono creature divine, mitiche, inarrivabili e magnifiche. Quel coso con un occhio solo diventa un’ossessione, e Bernarda diventa una stronza.

‘sta grandissima stronza.

Allora scatta la caccia all’elefante: trucchi, tacchi, vestitini, lingerie secsi, ammiccamenti, sventolio di capelli e sbattimento di ciglia. Da fiera e libera amazzone monociglia, diventi estetista-dipendente. Quello che prima era un covo di rondini sulla tua nuca ora è stirato da ferri roventi e svariati strumenti di tortura. Se prima il tuo viso era una manciata di lineamenti, adesso pare un quadro più o meno dipinto da strati di colore.

Ecco. È successo. Vuoi piacere ai maschi. Sei fregata a vita.

Saltiamo la parte in cui per qualche misterioso motivo riesci finalmente ad avere un’occasione di trovarti nuda con un mononeuronico. Facciamo che già ci siamo.

La prima volta che ti trovi nuda, in intimità e con taaaanta voglia di incastrarti con questo macaco peloso.

Se siete tutte delle pornodive consumate, e quindi state per commentare che la vostra prima volta non è stato un disastro quantico-dimensionale ma un eden orgasmico, fate un favore, levatevi dalle palle.

Bene.

Ti risuona nella mente quello che “i grandi” ti hanno sempre detto, ovvero che la “prima volta è speciale” e “deve essere con qualcuno di importante e speciale”.

Maremma bofonchia, sono ennemila anni che aspetto questa cosa superspeciale, eccola. Mi sono serbata per “quello giusto” e ora sto smaniando come una bertuccia in calore. Con tutto questo sbattimento, DEVE essere meravigliosa, indimenticabile, pazzesca, goduriosa. Wowowowooooh !

Lui entra, e tu, un po’ impacciata, un po’ maliarda e un po’ sfigata (eh beh…) aspetti questa sinfonia di  fanfare. E invece qualcosa va storto.

La pista da calcetto saponato non è mica così accogliente. O forse aspetta, perché lui è così ingrombrante? Pare di voler far passare un cammello dalla cruna di un ago. Ehi ehi, un attimo, perché mi fa male???

Eh già. Fa anche male. Perché noi femminucce siamo cooooooosì fortunate da avere un sigillo di garanzia. Un “nuovo con etichetta” su Ebay, un rivestimento di mortadella. E questo sigillo sacro va pure rotto, e mica tanto con delicatezza, sai. Va rotto alla mononeuronica: sbatacchiando qua e là nella speranza di superare il traguardo. Ma cosa cazzo pensate, di essere un sindaco che taglia il nastro all’inaugurazione di un nuovo Abercrombie a 3 piani?

Mi ricordo ancora la faccia di lui: occhi chiusi (massima concentrazione eh…) e tanta tenacia. Manco la soddisfazione di vedere negli occhi il dono che gli stavo facendo. Gran cazzaro.

Il tutto ha durata variabile, più o meno dolore, ma ragazze, vi sfido a dirmi chi ha goduto in questa occasione. Se anche solo una di voi ha goduto nella sua prima volta, ha il dovere morale di dirlo.

E se c’è una cosa che ho imparato in tot anni di sesso (non così tanti, a dir la verità, ma intensi) è che la prima volta è importantissima. Non bisogna mai e poi mai sottovalutare questo passaggio.

Ma non è l’ultima prima volta. Ogni volta, ogni partner, ogni incontro è una prima volta. E ogni occasione siamo diverse; più consapevoli, più mature, più bambine allo stesso tempo. E sì, l’orgasmo è una conquista. Non arriva solo per il fatto che un pistone entra e esce: è nella testa, nel respiro e nell’anima. L’orgasmo è un sussulto che ci fonde con l’altro e ci porta in alto, altissimo, ma non è scontato.

Quindi sì, la prima volta è quella che ci consacra nel mondo del sesso, che è ignoto.

Dalla seconda, è un percorso di esplorazione e consapevolezza.

Ed è quella,  la prima volta più bella.