Bernarda

Ode alle Poppe

Non credo ci sia bisogno di spiegare l’argomento. Le poppe sono quell’utile e morbido ammennicolo che mamma natura si è dimenticata di donarmi. Lei prima di catapultarmi nella pancia di mia madre mi ha additato e tuonando ha sentenziato: “Tu sarai una sfigatona, con un grande culo e mezzo e zero poppe!” e quando mamma Natale ti dice così, non c’è possibilità di replica. Quindi eccomi qui, con un grande culo e mezzo e delle poppe striminzitine, avanzate da quelle di mia sorella, che ne ha per santificare e benedire. Capisco che il Signore dà e il Signore toglie, ma se avesse calibrato il mio sopra e sotto sarebbe stato gentile.

Invece no.

Mi ha riempito il deretano con una siringa di crema pasticcera come un cornetto e sopra ha messo due canditini, che a me fanno anche schifo. Tutto sommato, le mie poppe non sono così male, vabè, ne ho viste di peggio. Me le sprimaccio sempre volentieri quando mi concentro, o son rilassata. Come i manzi quando si ravanano nei testicoli tac, io poso sempre la mano sulla poppa, dentro la maglietta, per far prendere aria. Stan su come gli pare, e con dei bei reggiseni corazzati e carrarmati lievitano, triplicano. Diventano due meloncini sodi che quando levo il carrarmato fanno pfffff, s’afflosciano, crollano e sembrano respirare per la prima volta come un neonato quando lo schiaffeggiano in sala parto. Le mie poppe sono versatili, e ho definitivamente smesso di indossare il reggiseno anni fa, se non in occasioni in cui è realmente richiesto. Quindi vado così, sballonzolante e fiera dei miei canditini che puntano un po’ verso terra e un po’ occhieggiano ammiccanti. Ammetto che sì, mi si vede anche il canditino supremo, l’aureola divina, il bottoncino dove si appiccicano le nappe nei night club, ma me ne son sempre fregata allegramente, convinta che “non si veda”.

Nego la realtà, ma va bene così.

Donne, se avete poche poppe come me provate. Non c’è paragone tra la poppa libera e la prigionia del ferretto push-up. Smettete di strizzare le vostre mammelle divine in soffocanti impalcature di metallo e tessuto e via! Lasciatele libere di saltellare come Pinco Panco e Panco Pinco di “Alice nel paese delle meraviglie”, ovvero alternate. Già, perché nessuno ha saputo spiegare mai perché le poppe ogni tanto si impegnino a saltellare in modo apparentemente scoordinato, una sopra e l’altra sotto. Eppure dico io, sono attaccate alla stessa altezza, e hanno la stessa grandezza e consistenza. Il punto di cottura è sempre lo stesso. Allora perché ogni tanto paiono avere una loro volontà? Forse perché vedono dei manzi gradevoli, e puntano il naso come i cani da fiuto in quella direzione. Le poppe sono lo specchio della Bernarda. Amen.
Ho delle amiche, anzi, delle poppe amiche da commozione. La mia prima coinquilina ha delle poppe materne e rassicuranti, due grosse bombe porta fazzoletti-soldi-assorbenti e persino cuccioli di gatto. Potrebbe allevare una cucciolata di micini in quelle poppe, e ognuno avrebbe il suo lettino personale, la sua cameretta. È bassina e popputa, e davvero vien voglia di dormire sopra un davanzale così generoso. C’è posto per tutti.
L’altra mia amica tettona ha invece delle poppe sensuali. Sono quel tipo di poppone che fan venire i desideri più sconci a uomini e donne, di una morbidezza, grandezza e liscezza scultorea, enormi, paffute e morbidose. Sono semplicemente irresistibili, van palpate di continuo. Mi son fatta anche mandare una foto. Non vi dico che meraviglia. Quelle sono un frutto divino. Davvero mi stupisco di come un uomo possa trattenersi. Voglio dire, se non riesco a resistere io, come cazzo fate voi, manzi? Siete rincretiniti del tutto? Io le salterei al collo di continuo, perché voi dormite? E non mi venite a dire che avete paura di essere menati, perché prima di tastarle i dolci colli dovete conquistare la sua testa e la sua Bernarda. Se invece arrivaste, vi presentaste dicendo “Piacere, Pierpiero, permetti?” e poi palp, cinque dita sulla mammella, allora sì che vi arriverebbero cinque dita. Stampate. Sul muso.
Invece su, in fondo non ci vuole tanto, e la meta è quella beatitudine popputa.

Quel cuscino naturale, quel dono divino, quel nutrimento sofficioso.

God save the Boobs!

  • chiara

    ieri dopo la partita di tennis, dopo la doccia.. vestendomi mi sono accorta di aver dimenticato il reggiseno…. non ti puoi immaginare la disperazione!
    e poi te la vedi dalla tua parte… ma dalla mia???
    ci pensi a correre saltare fare sport in tre invece che da sola?

    • Ahahahah!!! Pensa a quando la tua gatta farà i cuccioli e li alleverai tra le tue poppe. [Brillanogliocchi]

  • Daner

    Adesso ho in mente tante di quelle strane idee giulia!… :3 god save the boobs!!!

    • Questo é il potere delle poppe,indubbiamente.

  • Giacomo

    Per quanto mi riguarda le poppe sensuali (piene e autoportanti)non sono una condizione necessaria e sufficiente per una serena attività sessuale,ma certo aiutano molto.
    Un mio amico estremista e radicale sostiene che”sotto la quarta non è vero amore”,io invece penso che ,piccole o grosse, l’importante è che siano ben fatte e allegre!

    • Piacerebbe conoscerlo, questo amico illuminato.
      Viva le poppe allegre!