Bernarda

Over 30, single, senza figli, con un gatto

Trovata donna nel suo letto…over 30, single, senza figli, con un gatto.

Questo sarebbe il titolo di un articolo di cronaca nera, o un simpatico aneddoto stile Bridget Jones.

Oggi compio 31 anni, e mi concedo una volta l’anno un articolo semiserio per celebrare con il mio humor macabro gli anni che passano.

La verità è che quest’anno lo soffro un po’; non so perché, quell’1 dopo il 30 stona. Avrei avuto bisogno di più tempo, più anni 30 in fila uno dietro l’altro prima di essere pronta per il grande salto.

E invece no, eccoci qua.

Intanto mi sono pesata e ho fatto una grossa cazzata. Che mi sarà venuto in mente???

C’è da dire che è abitudine del cervello umano, della società, della cultura occidentale scandire gli anni che passano e catalogarli con grande cura.

Dopo i 30 non devi vestirti in un certo modo e devi tagliarti i capelli; dopo i 30 devi avere una casa, un lavoro sicuro, una famiglia.

Dopo i 30 scatta quel tarletto che dice: “Sono in ritardo?”

Perché non possiamo negarlo: il nostro corpo è biologicamente identico a quello di secoli seculorum fa; oddio, ci sta che qualche cambiamento sia avvenuto, ma non poi così distante dalle origini. In quei tempi si moriva presto e dovevi sbrigarti a figliare e trovar marito sennò facevi la fine da vecchia zitella e senza nemmeno godertela un giorno della tua vita, perché la vita finiva con un colpo di tosse peggiorato. Abbiamo ancora quelle informazioni scritte nelle cellule. E poi non serve andar tanto lontano: i nostri genitori alla “nostra età” avevano noi piccoli, lavoro statale e palle girate a mulinello.

La voce della dottoressa: “Dopo i 25 anni le probabilità di procreare si riducono di un milione% ogni anno che passa”, e tu drammaticamente vedi le tue uova rinsecchire come prugne ogni minuto che non stai procreando stile coniglio impazzito. No, per dire.

Dopo i 30 non sei single e allegra modello “Pirillo is a way of life”, sei single e le persone ti chiedono PERCHE’ lo sei ANCORA.

Dopo i 30 non stai cercando lavoro, sei una spiantata (magari laureata) che non riesce a trovare un’identità.

Dopo i 30 se non hai figli ti stanno per chiedere perché, ma poi si zittiscono pensando a Gianna Nannini; poi vorrebbero dir qualcosa, ma si zittiscono di nuovo. Per fortuna.

E quindi mi son trovata mio malgrado a misurarmi con queste pseudo pressioni sottili come tarletti che ti fanno sentire fuori tempo, fuori luogo, fuori dal corpo e fuori dai giochi.

Una cara amica più grande sulla cinquantina mi ha detto: “Ti svelo un segreto: dopo i 30 ogni compleanno porta una piccola crisi. Fino a 30 non te ne accorgi, dopo inizi a pensare, a “vedere” il tempo che passa.” Appena me l’ha detto mi sono messa a ridere: era ironica ma non troppo.

Intorno a me le persone mettono su casa in coppia, fanno figli, si sposano e “si sistemano”. È bello, e vorrei farne parte anch’io; ma è proprio questo il punto. Sono stata così tanto impegnata a sperare e desiderare un castello finemente cesellato da non accorgermi che stavo idealizzando un’utopia scarsamente realizzabile; ho forse smesso di essere nel mio tempo?

Perché non mi serve qualcuno che mi insegni a vivere: abito sola da quando non avevo compiuto nemmeno 25 anni, mentre tutti i miei coetanei anche lavoratori vivevano ancora con i genitori; non ho mai campato sulle spalle altrui, ho fatto 4 traslochi, vissuto con i tipi più disparati di persone, lavorato in tutti i settori possibili e contato ogni centesimo. Oggi ho un’azienda nata da poco tutta mia, vivo in una bella casa, pago l’affitto e le spese ogni mese con puntualità, e ho delle amicizie che durano da 20 anni o da 2 che sono intense e resistenti al tempo e ai suoi cambiamenti.

Sì, sono precaria, molto, ma ho lottato con tutte le mie forze e continuerò a farlo per il mio sogno. Non mi accontenterò mai, perché non ho più limiti mentali. Chissenefrega se ora non ho stipendio sicuro e il futuro incerto; io ho avuto il coraggio di realizzare ciò che amo giorno dopo giorno senza mai mollare, e il futuro me lo creo con certezza di farcela.

 Sì, sono single, ma sono capace di provare amore con ogni cellula del mio corpo, e questo molte persone accoppiate non riescono a farlo. L’amore non è un’etichetta, un’uscita la domenica, il matrimonio o qualsiasi altro dogma sociale. Sto rieducando la mia natura così…tradizionalista?

Sì, non ho figli, ma non ho nemmeno una data di scadenza sulle ovaie perché ho un corpo giovane e sano e una carogna grande così che mi tende la pelle a molla.

Vorrei che ogni donna (me compresa, anzi, per prima) capisse e accettasse che spesso abbiamo così tante voci intorno e dentro da dimenticare la nostra; noi non siamo nessuna di queste voci, non siamo nessuna di queste scadenze, non siamo le nostre mamme e nonne e nemmeno le nostre coetanee.

Ognuna appartiene a sé stessa, con una storia meravigliosa e terribile, con le proprie ferite e cicatrici e soprattutto con il proprio tempo. Nessuno è nel nostro tempo, solo noi.

Possiamo scegliere di viverci accanto, o possiamo scegliere di allontanarci sempre più dalla nostra più intima essenza per seguire altre voci e altri percorsi.

Ho deciso che voglio vivere questo passaggio come viene: mi viene da piangere? Piangerò. Voglio festeggiare a Gardaland con un lecca lecca gigante e urlare sulle montagne russe? Lo farò. Voglio ridere come una pazza con le mie amiche di sempre? Riderò. Non voglio fare un cazzo di niente? Bene, non farò un cazzo di niente e andrà bene così.

Sarà sempre e per sempre il mio e solo mio passaggio. O compleanno, che dir si voglia.