Manzo

Perché il corteggiamento non funziona più

Chi mi segue lo sa, mi fa venire la pelle a cappone.

Non ne ho mai parlato nel dettaglio, perciò bambini! Oggi parleremo delle leggi universalmente immutabili che decodificano il corteggiamento.

Ascoltate la vecchia zia, che ha passato gli ultimi 30 anni a imprecare contro i manzi in qualsiasi lingua.

Dunque, c’era una volta uomo con la clava e donna con l’osso in testa.

Mmm, no, troppo alla lontana.

Allora: “Nel mezzo del cammin di nostra vita”…no, nemmeno citare Guccini aiuta.

Dunque. Generazione 1000 euro, primi decenni del 2000. Ecco, così va meglio.

C’è stata ed è ancora in atto una mutazione di proporzioni bibbliche per quanto riguarda una delle poche convinzioni rimaste, e questo purtroppo ad opera non solo dei miei afezionados mononeuronici incapacioni, bensì anche della categoria della grottina quasipelosa. Purtroppo. Purtroppissimo.

Perché se prima almeno avevamo la certezza di poter sedere sul nostro alloro personale e poter attendere un cavalier serPente, adesso manco più quello. Ci si deve calare un elmetto, arco e frecce e andare pure a caccia, magari beccando tutti gli esemplari zoppi ed isolati dal branco, i cosidetti casi umanimali. Eccheccazz. Non si può mai star tranquille.

Maaaaaa vediamo ora 7 semplici motivazioni che spiegano il perché uomini e donne non si sanno più corteggiare, tanto per aggiungere sfiga nella sfiga.

  1. “L’avete voluta la parità dei sessi?” questa è una della frasi più minchiominchionissime che io abbia mai sentito. Cazzocentra che la parità civile ed uguali diritti mi mettano nella stessa posizione anche negli affetti? Essere a pari è un conto, sostituirmi ai manzi è un altro. Che poi oh, fateci caso, ancora una volta i diritti femminili si devono adeguare a quelli maschili, mica il contrario. Non capisco come mai il fatto che io possa votare mi faccia diventare automaticamente ipervogliosa di corteggiare un uomo che non mi caga. Per giunta.
  2. “Non ti aspettare che ti paghi la cena” un minuto di silenzio, lettorissimi miei. Come sapete io parlo sempre di storie vere, e la maggior parte vissute da me o persone molto vicine a me. Non strabuzzate gli occhi, è successo e succede quotidianamente , ahimè. Ho visto anche manzi su facebook con le vene gonfie come tori mentre urlavano che vogliono liberarsi dall’aspettativa forzata, dal giogo del pagare una pizza ad una donna che corteggiano. Son problemoni. “Facciamo a metà”. E ci danno pure delle scroccone. Vabè.
  3. “Se ti pago la cena, me la dai”. Vedi sopra? Non mi devo aspettare che mi paghi la cena? Bene, non ti aspettare che te la dia. Facciamo a metà, tu lo tieni nei pantaloni, io la tengo in caldo per qualcun altro. E comunque oh, anche se me la paghi, se non te la voglio dare non te la do. Una sera un ragazzo mi ha offerto una cena di lusso. Fino all’ultimo non sapevo dove volesse portarmi, era il primo appuntamento. Alla fine della serata non ho fatto sesso con lui, e lui è andato a dire in giro che me la son tirata anche se mi aveva pagato il ristorante. Che classe. Delicatissimo.
  4. “Me la tiro, così mi rincorre”. Questa è forse la frase che vi aspettate che dica una donna. E invece no! Stolti! Immaginate che io in questo momento sia in piazza sotto casa vostra vestita di stracci con un cartello con su scritto “La fine è vicina”. Ecco, mi sento esattamente così, perché come avevo già accennato per il Maschio Fighetta adesso i manzi se la tirano più delle donne, che fanno pure a gara con loro per vedere chi se la tira di più, così rimaniamo tutti ognuno a casa sua e sciaone. Problema risolto, e nel frattempo a tutti ci è cresciuta la minchia da elefante.
  5. “Oh ma mi puoi chiamare anche te”. Questa è vera in parte. Perché se mi chiedi il numero di telefono, perché se parliamo una serata intera, perché se fai tutto il gigione mentre io squittisco alle tue battute il giorno dopo ti devo chiamare io??? Perché? Io ti chiamo, eccome se mi faccio sentire, ma dopo averti dato lo spazio per una piccola iniziativa presa da te. Nessuno vi chiede un impegno a vita, maremma bofonchia. Chiamateci, fate la prima mossa, poi il gioco diventa a due, certo. Ma fatela. Pallosi.
  6. “Eh ma come sei anacronistica” ok ok, ho barato. La parola “anacronistico” è al di fuori della portata di molti mononeuronici, ma il senso è quello. Anche lì mi devo sentir sempre messa a confronto con “moderno” e “antico”. Maccheppalle. “Non funziona più così”, “I tempi sono cambiati”, “Ormai è tutto diverso”, come se io impugnassi la causa dello Stilnovo o dell’amore cavalleresco. Infatti vi vedo come siete tutti felici e contenti. Vi vedo come siete coppie efficaci. Bravoni eh. Sono io cretina perché dovrei accettare un manzo che su Instagram si fa i selfie boomerang #blackandwhite allo specchio con pose da modella e poi dice anche “A memmi baccagliano tutte”. Storia vera, eh, risale a ieri sera, me l’ha fatto vedere una mia amica generazione under 25.  A me m’avete smarmellato le ovaie.
  7. Bonus track. Come in ogni cazzaminchiata manzile c’è la bella controparte femminile. Un mio amico l’altro giorno mi raccontava che ultimamente quando esce viene abbordato di continuo dalle ragazze. Una volta una donna l’ha appiccicato al muro chiedendogli “Ho visto che mi guardavi”, e lui ha risposto la verità, ovvero che era bella ma che lui stava facendo la sua serata con gli amici perché si frequenta con una ragazza. Lei gli chiede se la ragazza era lì, lui risponde di no e lei gli pianta mezzo metro di linguine allo scoglio in bocca. Poi lo prende per mano (mentre mi raccontava ho temuto che lei l’avesse caricato sulla schiena) e stava per presentarlo al fratello. È fuggito sparendo nelle tenebre. Dagli torto.

Di solito dopo queste dissertazioni deliranti faccio una riflessione semidepressa sull’amore e su come si debba lavorare sui rapporti ecc …

Ma oggi non c’ho voglia, quindi andate tutti a quel paese.