Bernarda

Pianella Style

Ricordate la serata dell’istinto primordiale ?

Apro un articolino-parentesi.
Ho passato circa una decina d’anni a scalare le vette del tacco vertiginoso, quando nell’adolescenza sono partita con un timido 5 per arrivare ad un impensabile 12. Quand’ero manza da battaglia, ricordo di aver dimenato le anche per 5 ore di fila in discoteca, camminato sui sanpietrini (venite a farvi un giro nel centro di Lucca con le sue strade di 500 e rotti anni, e ne riparliamo), persino corsicchiato su tacchi spillati, fini come un grissino, con la disinvoltura e la spavalderia di una Bernarda moderna.

Oggi posso asserire con una discreta coscienza di aver subito l’involuzione più terribile, un campanello d’allarme che mi inquarta il big bootie ancora di più, almeno otticamente: son tornata a pari per un lungo periodo.

Che vuol dire? Che dal tacco 12 son scesa rovinosamente. Che da una sexissima decolleté sono scivolata leggiadramente ad una pianella da suora. La sera dell’istinto primordiale avevo scarpe con un tacco moderato, circa 7-8 cm, ma sono state frullate via senza rimorso (accompagnate da un coro di insulti dalle mie amiche) sostituite da, e qui cito mia madre che ha sempre una buona parola per me, “scarpe da suora”. Le pianelle in questione sono morbide, estive o da mezza stagione, con i laccini, tipo scarpe da ginnastica ma meno corazzate. Vi dirò, sono pure troppo pari per la mia schiena anziana. Ma quando ho pensato che avrei voluto ballare e saltare per buona parte della serata ho pensato “Sticazzi!” e via, abbassiamo ulteriormente il sederone che è già al limite. Lo sfacelo fisico non si ferma qui: una volta che inizio a ballare, e dopo aver accuratamente riscontrato che non ci fossero manzi appetibili nei dintorni, decido che quella colata di grazioso sudore dovuta alle danze sfrenate andasse poco d’accordo con la mia copertina capillifera da 80 cm, indi decido di legare la chioma in un grazioso cipollone attaccato al cranio.
La legge di Murphy c’insegna che è proprio in quei momenti che arriva lui. Il manzone, il figone, quello che sembra un modello, alto, con la mascella squadrata, ciglia lunghe, folte e scure, spalle a 2 ante e l’espressione scoglionata di chi proprio se la crede un sacco.

Io mi sono osservata velocemente: ascella pezzata (pessima scelta la maglietta lilla di cotone), cipollona sulla testa, le pianelle scaccia-manzo e udite udite, il rossetto sui denti.

Che dire…forse un po’ me le cerco.