Bernarda

Piccole scomode verità sulle donne innamorate

È una roba un po’ scomoda parlare di questo per noi superdonne che non devono chiedere mai.

Nel senso, apprendiamo l’antica arte del “tirarsela” da quando siamo tenere virgulte paffutelle coi boccoletti, di solito nel momento in cui un compagno di giochi maschietto ci chiede di giocare con lui e noi diciamo “No”! scuotendo la testolina e andando via, da un altro di solito.

Cioè.

Poi le robe cambiano, eccome se cambiano, ma non l’ammetteremmo nemmeno sotto tortura, è questa la verità; quindi mi immolo rischiando il pubblico linciaggio nel dirvi che ci sono delle robe brutte e scomode che non vorremmo né dire né provare.

L’argomento di questo articolo mi è venuto in mente un po’ sulla mia pelle un po’ parlando con altre amiche qua e là, come sempre. Stai Manzo è una neverending story tutta molto true, quindi che dire, basta che mi guardi intorno (e dentro).

Accade un fenomeno, una roba che ci fa accapponare la pelle e perdere la brocca, quindi tutti i manuali di come tirarsela vanno a farsi fottere: accade che prima o poi, a meno che la Bernarda in questione non abbia l’emotività di un set di pentole in ceramica, ci innamoriamo.

Ma non pochino, eh. Si perde la bussola, il “mi rinvengo” va a farsi benedire, la superdonna diventa una micina bisognosa.

Passiamo la vita intera a diventare autonome, invincibili, oltreumane e poi tac, basta un manzo che non arriva nemmeno a due neuroni per farci schiattare tutte le difese.

A questo punto penserete che è proprio adesso che inizia il divertimento, quel sottile gioco di seduzione in cui lei sfugge e lui insegue, la famosa danza tra mantidi religiose o ippopotami invaghiti. Negli scenari del cinema (un po’ datato, a dir la verità) lei è sempre una spanna avanti, lei è così pronta, astuta, furba, lucida e misteriosa da confondere il lui di turno (che è realistico, perché è scemo anche nei film) fino a farlo capitolare senza più scrupolo. Lei scapella con nasino all’insù perché ha la sua vita e non corre dietro ai maschi, non gliene può fregà de meno e quindi ottiene tutto quel che vuole.

Già. Brava.

Cazzate!

È una grandissima minchiata.

Ripeto, a meno che non abbiate l’empatia di un set di coltelli Miracle Blade, non succede così!

Vi spiego la scomoda verità: la donna innamorata è una flippata nevrotica tendente allo stalking che FINGE che del suddetto mononeuronico non freghi un ciufolo, ma che dentro in realtà suda freddo e ha incubi di singletudine eterna coatta. Pure.

Ooooooh, non vi sentite molto meglio?

Sì, è vero, ho sputtanato secoli di “Conquistalo col tuo charme” su Donna Moderna, ma sticazzi. La verità rende liberi.

Quindi cari manzi non siamo né superdonne/pentole né rincoglionite protagoniste sottone di Harmony, siamo donne normali e quando vi amiamo non capiamo più un cazzo esattamente come voi, solo che in alcuni casi fingiamo medio-bene proprio come voi (salvo poi stalkerarvi alle 2 di notte davanti casa per vedere se avete la macchina parcheggiata, ma che c’entra).

Poi c’è la categoria set di pentole: quelle donne stronze e aride che giocano a palline con le vostre palle, completamente incapaci di provare sentimenti e quindi graziealcazzo, so fare anch’io a conquistare un manzo senza nessun coinvolgimento emotivo. Alle stronze set di pentole interessa solo possedervi e conquistarvi per zittire quell’ansia insicura che le fa sentire inadeguate e sole.

È un po’ come… avete presente quando avete l’istinto inseminatore incontrollato e fate sesso anche coi buchi delle panchine per aggiungere una tacca al pirillo di tutte le vostre conquiste? Ecco, le donne fanno così ma tengono il conto con delle brutte rughe sul viso che poi verranno botulinizzate a colpi di siringhetti.

E poi scusate, ma io n ho le palle piene di tutti ‘sti giochetti. Per carità, non dico di buttarsi addosso al manzo in modo languido e molliccio. Non dico di perdere dignità, interessi, vita sociale e il sushi con le amiche per un uomo. Non dico di anteporre i suoi bisogni ai nostri, mai.

Dico solo che checazzominchia di utilità c’è nel fingere, nascondere, negare quel che si prova? Si perdono un sacco di energie, in realtà molte di più nel fugone che nella resa rilassata e gioiosa quando ci si innamora.

Eccheccazz. Poi per forza appena qualcuno ci parla chiaro ci disorientiamo e cominciamo a ronzare come mosche impazzite. Non siamo più abituati alla schiettezza; è tutto complicato, strategico e sofferente.

Ma insomma, volete dire a chi amate che lo amate davvero? Vi volete mettere in gioco, santo pirillo?

Volete svegliarvi e smettere di fare cazzate col vostro cuore? Ve ne han dato uno solo, eh.

Trattatelo bene.