Manzo

Quando ti rendi conto di essere una Relazione Traghetto

Questo articolo è unisex. Bilaterale. Bi-rivolto. Un po’ bischero.

Se sei single da sempre, se cioè hai avuto una badilata di esperienze terribili con casi al limite della sanità mentale, sarai anche incappato, manzo o manza che tu sia, in una RELAZIONE TRAGHETTO.

Io l’ho dolorosamente scoperto qualche anno fa, con colui che pensavo fosse un grande amore, invece era un grande coglione.

Gran bel tronco di pino, indubbiamente. Istrionico, simpatico, un po’ matto. Col senno del poi, psicotico. Fuor di melone. Con l’omino del cervello in ostaggio da sempre.

Si era lasciato da relativamente poco tempo dopo una lunghissima storia di 10 anni. E ovviamente, quando un uomo si lascia dopo una storia così lunga e ha superato i 30 anni, attacca certi pipponi insostenibili. Pare che solo lui abbia sofferto, solo lui abbia un passato, solo lui abbia delle storie finite male alle spalle. Userà questo fantasma come scusante minchionissima per non rimettersi in gioco, per tenerti bene a distanza e per supercazzolarti in caso di tue velate e comprensibili richieste.

La verità è che se la fanno sotto sempre e comunque. La verità è che se non superi, risolvi, elabori questa perdita e questa fine non andrai mai avanti nella vita, salvo poi lasciare una scia di cuori ignari e sanguinanti dietro di te…o di Relazioni Traghetto.

Torniamo a noi. I pipponi si facevano sempre più duri e cazzuti, ma io non mollavo. Ci piacevamo tantissimo, e non mi rassegnavo al fatto che lui, gira che ti rigira, con me non ci voleva proprio stare. Non capire quando è il momento giusto di alzare bandiera bianca è un grosso limite, ampiamente superato dalla mia nuovissima consapevolezza che adesso mi fa dire con certa eleganza: “VAFFANCULO, non vuoi stare con me, e allora fottiti”. Le mie amiche mi sono testimoni, è successo non più di un mese e mezzo fa. Quindi, cambiare si può. Se ci sono riuscita io, la quintessenza del non capire un cazzo nelle relazioni, lo possono fare tutti. Poche scuse.

Nel frattempo passavano le settimane, anche qualche mese forse, non ricordo più. Il tormentoso altalenarsi tra sì e no in stile montagna russa emotiva proseguiva, e io non volevo proprio scendere da quell’ottovolante. Un giorno mi faceva una scenata di gelosia da sotterramento, il giorno dopo era in paranoia per la sua ex, il giorno dopo ancora si ubriacava con gli amici. Non si decideva a lasciarmi ma nemmeno a star con me, insomma, un disastro.

Fino al giorno in cui ho capito, e non sono più stata a questo gioco perverso. Mi ricordo che l’ultima sera  che l’ho visto abbiamo parlato e chiuso, poi quello ha avuto pure la faccia di culo di scrivermi che “Peccato, mi aspettavo di vederti davanti alla porta di casa ad aspettarmi.”

Idiota.

Ho raccolto i cocci con fatichissima, c’è voluto tempo e tanto leccamento di ferite; non sono uscita per un po’, ho insomma superato il naturale e fisiologico processo di abbrutimento da lutto. A me piace far le robe per bene, ecco. Superato questo son rifiorita. Fortuna che sono sempre stata reattiva, anche quando fondamentalmente non capivo un cazzo.

Ma la vera carogna arriva adesso. Fin qui direte voi, che vuoi che sia, ci si passa tutti.

Salvo poi scoprire, miei gentilissimi lettormanzi, che dopo pochissimo tempo, forse un mese o due, il mononeuronico ha conosciuto la donna della sua vita, ne è rimasto folgorato, e c’ha pure fatto un figlio.

Subito. Nel giro di poche settimane.

Allora dico io.

Porca di quella bip e strabip, managgia al bip, grandissima testa di cazzo (ho finito i bip), COSA STRAMINCHIA ME LA MENI ALL’INFINITO PER LA TUA EX e che nontelasentiètroppoprestohaipauranonèilcaso??? PERCHE’, grandissimo bipede menomato? Perché sfrantecarmi le ovaie a centrifuga se poi giri l’angolo e tac, la madre dei tuoi figli è dinanzi a te come per miracolo?

Ecco, questo è essere Relazioni Traghetto. Questo è essere sfigati nell’anima, essere quei 3-4 mesi di incertezza (sua) nell’amarti, ma nessun dubbio nel fare sesso con te, è essere quella persona che traghetta il malcapitato col cuoricino spezzato da una storia importante alla storia più importante della sua vita, è esattamente questo. Essere Relazioni  Traghetto significa sollazzare e trastullare l’oggetto del desiderio nell’attesa che si palesi un essere perfetto e superiore che se lo porta via solo sbattendo le ciglia.

Se ancora avevate dei dubbi, se avete vissuto questo o simili, benvenuti nel Club Traghetto.

Poi vien da chiedersi se esiste un modo per evitarlo, per anticiparlo, per scansare lo schianto sentimentale che lascia parecchio col culo per terra.

Esiste. Si chiama AUTOSTIMA. Dignità, amor proprio ti fanno senz’altro capire quand’è il caso di lottare o quando bisogna proprio mollare il colpo. Perché noi dentro sappiamo e sentiamo se questa persona ci desidera e vuole davvero mettersi in gioco, o se semplicemente vuole qualcuno che, stando comunque a debita distanza, non lo faccia sentire solo.

Questa vocina, dobbiamo ascoltarla. Poi se siamo minchioni al punto da doverci sbattere il muso va bene, purchè sia una volta, due, non di più. Sennò meritiamo di essere asfaltati affettivamente, e pure stando zitti.

Abbiamo un salvagente, siamo traghetti. Abbiamo anche una bussola interna.

Lasciamoci guidare verso un’isola accogliente, invece di tuffarci di testa dentro un maremoto.

  • Giacomo

    Ahahah…bellissimo pezzo e molto veritiero!

    • Sempre sostenuto che la carogna rende saggi.