Bernarda

Quando un fake bussa alla tua porta

 

E potevo forse io essere scansare codesto lieto evento?

Potevo forse io esimermi dal passarci dentro con un triplo carpiato di pancia?

Potevo forse io non essere ingenua a tal punto?

Ma andiamo per gradi.

Questa è una storiella sfigatona che mi ha fatto riflettere.

Qualche giorno fa mi chiede l’amicizia un figone di Modena. Nella foto c’è lui probabilmente al mare. Io di solito non accetto richieste da chi non conosco, ma per lui ho fatto un’eccezione, anche se subito dopo gli ho scritto, come faccio sempre:

“Ho visto la richiesta, ci conosciamo?”

Lui mi risponde abbastanza prontamente, dicendo che l’ho colpito molto perché sono una bellissima donna, inoltre abbiamo in comune la stessa città di nascita, perché anch’io sono nata e cresciuta per un periodo a Modena. Beh, come inizio non c’è male. Mi chiede se sono sposata.

Buahuahuahuahuahuahauha!

Mi ricompongo, e rispondo con un sobrio “NO.”

Comunque è una domanda strana per un trentenne, a meno che…

“Ma quanti anni hai?”

“Io? 40.”

Alla faccia. Strizzo gli occhi per osservare meglio la foto, e noto che su quel visino fresco sono cresciuti al massimo massimo 35 anni, e portati da figone. Allora simpateggio un po’ e lui sta al gioco, è divertente. Tra le sue generalità c’è che è un medico estetico, categoria pre-tagliuzzata, cioè collabora con chirurghi ma non aspira 7-8 litri di grasso culare per volta. Bah. Vabè. Non mi sconvolge ‘sta notizia.

Scambiamo qualche chiacchiera, e noto solo dopo un bel po’ che ha solo una foto sul profilo, e che praticamente si è iscritto in quel momento, o due giorni prima.

Ecco perché appena iniziato a chattare lui gioca d’anticipo: “Mi hanno clonato le foto, ecco perché adesso ci vado molto cauto.” Io, accecata dall’ingenuità, e dal fatto che fondamentalmente sono una polla cosmica, ci credo e non mi pongo minimamente il problema. Poor guy.

Dopo nemmeno 20 minuti di chiacchiera, e dopo avermi messo like a foto di 3-4 anni fa, commenti e complimenti sotto tutto quel che gli capitava a tiro, ecco che arriva il colpo di genio. La codata del gatto quando fa cadere la tazzina di porcellana del 1800 della tua trisavola buonanima. La pozzanghera con il tacco a spillo nuovo.

“Mi dici… ma nella foto in cui siete in 5…chi è la tua amica con la canottiera nera?”

“Perché?”

“Perché mi sembra di conoscerla…e poi è caruccia :-P”

E lì. Si chiusero. Tutte le vene che irrorano malamente il cervello.

Cosachecosa?

L’amica con la canottiera nera nientepopòdimeno è la mia amica gnocca. Intendiamoci, ho tutte amiche gnocche. Il brutto anatroccolo sono io, praticamente, ma almeno sono supersimpa e superincarognita e compenso con un saaaacco di personalità. La mia amica gnocca che in quella foto era ancor più gnocca, con la sua sempiterna boccuccia da gallina per cui tutte la perculeggiamo, ma lei cazzoglienenefrega perché tanto è gnocca. Capelli brillanti, visino da bambola, occhioni cerbiattoni e tette. Grosse. Per un metro e uno sputo di altezza. Tette in primo piano.

Lei saggiamente, in un secondo momento, ha detto: “Si oh, vedrai, ero tutta tette in quella foto lì, avrà visto solo quelle!”

Comunque che dire, mi si chiudono le vene. La mia amica gnocca riesce a rompere i coglioni anche a distanza e senza fare un cazzo. Non ha dovuto nemmeno far la simpatica, lei.

Lo saluto frettolosamente, non ho più voglia di parlare con lui, oltretutto ero in giro.

Lui capisce che ha detto una cosa non molto carina, chiede scusa, io lo ignoro, lui continua, e poi mi dice che “sono molto più bella io”.

A volte il vostro genio mi sconvolge, cari mononeuronici miei. Davvero.

Santiddio, ho 30 anni, maremma bofonchia! 30!!! E mi ci sono voluti anni di carogna per arrivar fin qui senza essere andata in galera, aver mangiato fino ammorire o aver ucciso qualcuno!

E 30 anni mi hanno levato via quei 2-3 chili di competizione adolescenziale secondo cui “L’autostima femminile va in base alla competizione, a chi vince alla gara della più carina, a chi è più popolare”.

E tu ne hai 40. Minchione impacchettato.

Cosapirillomenefrega di esser più bella? Sto gareggiando con lei? Sono famosa e ho un paparazzo che non vede l’ora di fotografare la mia cellulite? NO. E allora che commenti idioti ti vengono in mente?

Ma io sono zen. La mia nuova politica è lo zen. Mi stanno venendo dei bozzi strani ogni volta che mi incazzo e divento zen, ma insomma è una ganzata. Quindi proseguo placidamente, dopo aver messo in chiaro con garbo e delicatesse la mia opinione in merito.

Certo, è vero che non competo, è vero che sono matura oalmenociprovo, ma insomma siamo alle basi. Se broccoleggi una non puoi dopo 20 minuti chiederle chi è la sua amica carina.

Te lo devo spiegare???

Manzomma questa minchionata è stata un bene, perché lo scrivo subito alle mie amiche (sì amici penemuniti, nel caso ve lo steste ancora chiedendo ci diciamo pressochè tutto, e  non scandalizzatevi che avete rotto i maroni anche lì!) e ci scompisciamo dal ridere perché la mia amica gnocca è famosa per averli tutti ai piedi. Per fortuna che è fidanzata convivente. Fortuna mia.

Allora mando loro la foto.

3…

2…

1…

“Giulia ma questo è Fabio Colloricchio!”

Clonc. Il suono delle mie ovaie in ferro battuto che cadono.

Inizia una serie infinita di perculeggiamenti.

“Sveglia! Questo è un fake, è la foto di Fabio di Uomini&Donne!”

Amica gnocca scrive: “Oh, io se mi vuole mollo tutto e vado da lui, eh! Ahahahah!”

Bene. La riprova ulteriore di quanto sia polla.

Sei stata pollata, Giulia. Accetta la realtà. Con dignità, classe…

Mannaggialaputtandiquellostronchenonèaltromacomecazhofattoacascarcimaremmabofonchia!

Tu sei come l’acqua, delicata, fresca…

Ioaquelloorasalgoamodenaeglifacciounculcosìcom’èverochemichiamosfigatonalimortacsuaedituttiiFAKEdelmondo!

Sì, l’ho presa bene.

Vi mostro chi è Fabio di Uomini&Donne, è ‘sto gnocco epico qua.

fabio

Andando avanti provo a smerdarlo, e lui si difende alla buona, propone una “Videochiamata domani, che oggi sono malatuccio, e le foto te le mando più avanti con calma che ci vado molto cauto”. Poor guy vol.2.

Nel frattempo vedo che ero la sua unica amica su FB. Nel giro di poco però eravamo in 9. Tutte donne e tutte di città diverse.

La carogna saliva.

Inoltre mi ha parlato dei suoi viaggi, e ad un certo punto tac, mi manda una foto di lui in costume, senza testa ovviamente. Quelle foto da ragazze, dove ritrai il paesaggio e le gambe sdraiate in costume. Io ho provato qualche volta a farle: sembravo una montagna di pasta per la pizza con due wursteloni  al posto delle gambe. Mai più. Ma in tutto questo tac, aveva un pirillone enorme. Il tizio a cui ha fregato la foto (o lui, se è lui) sta messo da re. Con uno slippino nero e un salsiccione appoggiato mollemente sul lato sinistro, in attesa di liete visite. Ah, l’amour.

Com’è finita? L’ho cancellato, e lui il giorno dopo non mi ha scritto.

Cosa ho imparato?

Oltre al fatto che ha ragione la mia amica tettona (sì, ho diverse amiche tettone, che Iddio le abbia sempre in gloria) nel ripetermi che io sono una finta volpona perché in realtà sono “amorosamente ingenua” (leggi: “rincoglionita alla quale però voglio bene”), ho imparato che i fake sono dei gran cattivoni.

Quindi niente di nuovo.

I fake sono manipolatori esemplari di mononeuronici non-sapiens che non so perché credono che acchiappare con foto di modelli sia da furbi, oltretutto modelli molto conosciuti dalle Bernarde mezze-sapiens come me e le mie amiche. E io che non l’ho riconosciuto sono unquarto-sapiens.

Tant’è.

Perché penso: come ci son caduta io, trentenne rintronata ma almeno con un minimo di autocoscienza, non sono a rischio anche tutte le ragazze molto più giovani e potenzialmente più ingenue? Se è vero che la nostra società adesso vede generazioni di nativi digitali ormai cresciutelle, cosa può succedere se la realtà virtuale e la realtà effettiva si accavallano?

Ma poi…sono davvero ancora così separate e distinte?

È facile prendersela coi social. I social paiono diventati il male più grande, prima ancora della mancanza d’acqua nel mondo. Brutti cattivoni, i social. Dobbiamo buttare via i cellulari, siamo tutti malati, stacchiamoci da quei cosi che “non sono reali”.

Signori. I social sono fatti e toccacciati continuamente da persone. Persone reali. Toccatevi. Siete fatti di ciccia, non della stessa sostanza dei sogni come diceva Scekspir. Magari. Voi siete fatti di vino e sushi, o tortelli e pizza e birra. Altro che sogni. Voi che state leggendo lo state facendo con un dispositivo tecnologico che molto probabilmente avete pagato centinaia, a volte migliaia di euro, in casi estremi.

Però quando sminchiate perché non siete capaci di avere una relazione sana con voi stessi e con gli altri allora ci si rifugia nel proprio mini-mondo fake in cui poter essere qualcun altro, o meglio ancora, scrivere su un social che i social sono brutti e cattivi.

L’hanno detto un milione di volte: la tecnologia non è né buona né cattiva, è l’uso che ne fai che la rende in un modo o nell’altro.

Ma guarda un po’.

Pensa, vale così per ogni cosa che facciamo.

Ogni nostra azione, parola e pensiero è sotto la nostra responsabilità.

Dobbiamo scegliere ogni giorno se essere veri o essere l’ologramma di noi stessi.

Tu oggi cosa scegli?