Stai Manzo

San Valentino incombe

E’ stato già detto tutto. Ma devero.

Devero devero.

Ne ho parlato anch’io. Qui.

Quindi niente di nuovo per San Crispino. No, volevo dire San Valentino. Non credo mi dimenticherò mai del bambino che grida “Nonno, guarda, è San Crispino, è San Crispino!”. Per quale motivo un infante dovrebbe emozionarsi e scapicollarsi per correre incontro ad un camion di vino in brick? Potrei farlo io in certe sere, quando son talmente compressa che se mi ansio ancora mi si stappano le orecchie tipo spumante, come in un film di Tarantino.

A me comunque per la prima volta in 30 anni è venuta voglia di capire chi fosse questo povero Santo che viene nominato una volta l’anno per essere associato non a miracoli o cose del genere, ma ad una festa commercialissima. Issima issima issima. Ma che più commerciale non si può. Sì sì sappiamo che l’amore va celebrato ogni giorno, è vero e sacrosanto; tuttavia ti entra nel cervello ‘sta storia. Siamo educate a colpi di romanticismo e Barbie sulle punte innamorate di Ken. Cresciamo nella convinzione che un Ken prima o poi ci regalerà un mazzo di rose e ci porterà a cena in posti fighi una volta l’anno. E’ un tarlo. Fastidiosissimo.

Perché poi quando sei grande ti devi un attimo scoperchiare e cercare di capire per quale cazzo di motivo davvero volevi festeggiare una festa comandata e minchiona.

Povero Vale. Davvero non meritava questo. È anche morto malissimo, poveraccio. Torturato e decapitato di notte. Insomma a me girerebbero un po’ se dopo morta mi associassero ad un abuso di cuori ovunque, dopo che mi son fatta cazziare e mazziare perché son martire e questa è la mia missione.

Mi piacciono molto i cuori. Li trovo un bel simbolo. Ma caz’, così si esagera. Stucchi. Allappi. Fai effetto Buondì mangiato senza bere, che crea un pastone di saggina e si attacca al palato.  

Quindi per contrastare le fiabe anni ’90 che ti vedevano sfornare timballi e crescere pargoli con marito e famiglia felici o diventi una virago femminista mina antiuomo o per l’appunto aderisci al modello anni ’50. Se state pensando che non esistono più perché siamo nel 2017 sbagliate di grosso. E vi dirò, sono anche giovanissime alcune. Sembra nascano per fare le mogliettine finte. Le mine antiuomo però sono ugualmente estreme; non serve inneggiare allo scalpo del manzo per essere autonome e indipendenti. Non serve condividere messaggi di odio contro il pene per farsi rispettare.

Insomma Valentain, che ne pensi? È questo che intendevi con amore? Non penso. Che poi non sei apprezzato. Per esempio qualcuno ha mai sponsorizzato in un Bacio Perugina che sei anche il protettore degli epilettici? Son robe da diffondere. Perugina, provvedete gentilmente.

Vale qui siam tutti cinici. L’amore è diventato qualcosa da (s)mostrare sui social piuttosto che da vivere. Io son qui che aspetto in gloria tutte le millemila foto di piatti inutili su tavolate tutte uguali.

Perché sì, un po’ siete piatti. Monotoni. Ripetitivi. E non lo dico perché son sfigatona e singolona da molte decadi. Lo dico perché avete sfrantecato le ovaie.

In questi giorni mi sono seriamente interrogata sulla voglia che avrei di festeggiare San Valentino se ne avessi la possibilità. Mi son chiesta: “Sì Giulia, te fai tanto la ganza incarognita, ma se ti invitassero con fiori e tutto il resto per un’uscita romantica, non diresti di sì?”. La risposta è sì. Accetterei, ma non perché è San Valentino.

Accetterei perché ‘ste robe succedono una volta ogni 10 anni, e se cade proprio nel giorno di una festa comandata che mi fa venire l’orticaria, sticazzi.

Eh.

Poi mi ricordo che nessun manzo sano di mente mi inviterebbe ad uscire alla festa degli innamorati se non è innamorato, se non stiamo insieme o robe del genere. T’immagini la pressione? Già qui è un casino farsi portare a mangiare una pizza senza che lui mediti il fugone perché “La pizza è un impegno troppo grosso e troppo presto”, figuriamoci alla festa del Vale martire e incarognito, con camerieri ossequiosi, cuori ovunque e musica da sesso di sottofondo. Figuriamoci.

Comunque Santuzzo nostro, non te la prendere. Ci sono ancora coppie meravigliose e felici veramente. Son poche eh, ma ci sono, e sono una gioia per gli occhi.

Gli stessi occhi che mi strapperò tra martedì 14 e mercoledì 15 sui social. Voi dite che dovrei chiudere le varie app, è vero, ma quelle robe là ti rincorrono per giorni. Ve l’assicuro, mi inseguono.

Giusto per ricordarmi, casomai ce ne fosse bisogno, che martedì non ho nemmeno danza e faccio un buco sul divano a guardare Desperate Housewives, con vino e patatine.

Ah, l’amour…