Manzo, Sesso

Sesso triste

La mia amica ha ceduto. Dopo molte lusinghe e molti palpeggiamenti, mi ha autorizzato a tramanZare ai posteri un altro importantissimo tassello del manzo mononeuronico. Definisce l’avvenimento come la zampata più brutta, triste, insoddisfacente della storia della sua Bernarda. Ecco perché non ne va fiera, ma questo è un angolo virtuale di sfighe, e ho il sacro dovere di diffonderle. Così, per vocazione, me lo son preso. Ci sono le giornaliste serie e qualificate che si infilano nelle situazioni più difficili e pericolose per rendere un servizio all’umanità. E poi ci sono io, che giro col taccuino per annotare le minchiate più torbide e succose delle Bernarde.

Ad ognuno la sua missione.

Estate 2015. La manza si è lasciata da qualche mese dalla sua lunga relazione, e comincia a sentire un friccico, un pruritino, un formicolino nelle mutande. Gli istinti primaverili hanno ceduto da tempo alla smania estiva, quella che ti fa scosciare come se fossi una velina Mediaset, ignorando bellamente la cellulite e i peli che fanno capolino. I peli d’estate crescono ad una velocità che non appartiene all’umano. Noi donne con la calda stagione mettiamo su la pelliccia. Siamo fatte strane: d’inverno ne abbiamo 3 in tutto, d’estate abbondiamo coi caldi riccioloni o con le irsute stratificazioni gambali.
Mistero.
Si trova con un’amica in un locale a Lucca. Viviamo in una città piccola: fondamentalmente, siamo sempre i soliti 4 stronzi. E ‘sti 4 stronzi sono davvero stronzi. Poi ci sono alcuni esemplari che si salvano, ma insomma è come in tempo di saldi: i jeans buoni son già presi da un’altra, e a te rimangono quelli di 2 taglie più piccole, o 10 taglie più grandi.
Poi si sa come va, si comincia a bere, arrivano gli amici manzi, ed alcuni manzi lo son davvero. Sono tutti tra i 30 e i 35 anni, ovvero la seconda adolescenza. Quando tu credi, pensi, speri convulsamente che il penemunito abbia scollettato e sia diventato adulto, ecco che lo vedi minchioneggiare come un liceale che va in discoteca per la prima volta: gonfio, rosso, sudato, ubriaco e con una voce da scimmia urlatrice per farsi notare dalle femmine. Quando sono in branco, poi, il cervello collettivo è ancora più idiota del neurone singolo.
Insomma la mia amica beve. Forse per gusto, per una segreta disperasion, per divertimento. Beve ma non regge mica tanto. Figheggia ma questi cocktail ripetuti la fanno dondolare e ridere come una fatina dei boschi strafatta. Dondola te che dondolo anch’io, guarda con occhi diversi il manzo che nei mesi scorsi era solo carino. Ora ‘sto manzo è proprio figonzo, poi ha il fascino del professionista ed è pure un po’ sfuggente, tormentato. Insomma anche noi Bernarde perdiamo il lume ogni tanto, figuriamoci quando siamo bevute. Cominciano a flirtare, ma vengono interrotti dal capobranco che tuona: “Andiamo al mare!” e si ritrovano, in un battito di conato, nella ridente darsena viareggina, a ballare, ridere, e ri-bere. I due amanti avvinazzati si riavvicinano, finchè per caso o per burla si dirigono alla spiaggia, soli. Lasciatosi il chiasso dietro le spalle, la mia amica sente il friccico riaccendersi, e pregusta un momento di intimità, di passione, di limonata dura e pura. E così si fermano al muretto, lui la bacia, lei diventa un Lindor dall’incredibile scioglievolezza (per questa citazione meriterei una cassa di Lindor, così potrei morire sola, grassa, e felice). Poi dai, al manzo chiappa su la voglia di riciclare il vecchio conio, ma qualcosa non va. La rigira, appoggiata al muretto, con un gesto di grande romanticismo nonostante la natura sia così soave attorno a loro. Non so, già che c’era poteva tirare anche una scoreggia. La mia amica è un po’ perplessa, ma la smania si sa, ti fa sorvolare su tutto. Lui comincia a smanettare, e senza troppi complimenti, trova la strada di casa ed entra senza nemmeno bussare. Dopo pochissimi bom bom bom d’ordinanza, lui giunge all’estasi così, con il pirillo di fuori, in piedi, ubriaco e senza la minima considerazione per la bella ragazza che ha così affettuosamente rigirato come la frittata quando si attacca alla padella. In un battito di batacchio, s’è fatta l’alba sulla prestazione più ridicola e insignificante della storia dei mononeuronici. La mia amica si riveste, lui rinfila la chiave inglese nella cassetta degli attrezzi, e voilà. Come nuovo.

La saggezza popolare ha ragione quando dice (l’ho inventato ora, ma mi piace fingere che sia un antico e saggio proverbio): UBRIACO E VELOCE, METTICI UNA CROCE.

  • Samuele

    Superba e divertentissima come al solito!!!