Bernarda, Manzo

Speed date

Continua la carrellata di metodi d’acchiappanza desperados. Sono infiniti, non hanno né inizio né fine. Sono metafisici. Roba che Hawking potrebbe camparci. Stefano, la mia mail è tra i contatti, scrivimi che ti do due dritte. Uno famoso e adattissimo alle nevrosi della società moderna è il tanto chiacchierato SPEED DATE. Già, perché quando una non sa proprio più che cazzo fare, rimane quello, una specie di ultima spiaggia, dopo di quello c’è il profondo abisso di singletudine eterna.

Vi anticipo il finale. Finisce di merda come sempre.

Firenze, qualche anno fa. Prendo di forza un’amica che si immola, compro le partecipazioni e vado dal parrucchiere. Non ci vado mai mai dal parruccaro, quella doveva essere proprio una seratona e mi striglio a dovere, mi tiro a lucido peggio di un uomo di mezza età divorziato col parrucchino. Avendo capelli lunghissimi mi si nota, e a me piace così, poi quella sera erano lisci, quindi ancora più mantellati. Giungiamo al locale, molto carino e molto affollato, e saliamo su. Ci danno una penna, un foglio e un calcio in culo, infine un numeretto. Eravamo tanti, proprio tanti per quel piccolo locale, e vedo tanti vegliardi. Appunto, tanti uomini grandi col parrucchino metaforico. Qualche giovane appetibile comunque entra nel mio campo visivo. Allora le donne posizionano le nobili terga sulla sedia e rimangono ferme per tutto il tempo, mentre gli uomini si spostano di un posto ogni circa 3 minuti. Quindi mi preparo a ripetere decine di volte le stesse identiche cose su di me, senza possibilità di approfondire fino alla fine. C’è davvero una campanella, o un segnale sonoro tipo quelli in gastronomia al supermercato, che ti annuncia che i due etti e mezzo di manzo che hai davanti son scaduti, quindi avanti il prossimo. Quando suona la campanella, vedi che numeretto ha quello con cui hai appena parlato e segni sì o no, in base a se ti è piaciuto o meno. Metodo binario, ancora roba da mononeuronici.

Vabè.Iniziamo.

La tragedia si rivela subito.

Mi passano davanti, inesorabilmente, vecchi manzi stagionati, dei manziani, del tutto fuori età rispetto a me. Alcuni sono simpatici e capiscono che da entrambe le parti non funzionerebbe, altri gigioneggiano davvero, tirano fuori la lingua tipo fantozzi e sperano di affondare il colpo. Ma dove minchiazza hanno collocato i giovani? Stanno parlando con le Bernarde d’annata. Quei minchioni degli organizzatori non hanno diviso le serate per età, quindi ci troviamo in un minestrone di decenni di distanza senza averlo chiesto.

Il solito culo.

Una cosa che non avevo considerato era quanto sia stancante una serata del genere. Ripetere un sacco di volte le stesse cose, mantenere l’attenzione alta senza potersi mai rilassare è davvero logorante, tant’è che la mia amica la vede lunga, e ad un certo punto fugge. Letteralmente. Dice “vado in bagno.” e non torna più, per tutto il resto della serata. I manziani fanno tappa da lei e non c’è. Col senno di poi, è stata geniale, mentre io mi intestardisco, e concludo per l’ennesima volta con un nulla di fatto, con le ovaie girate e con un’ora di macchina da fare.

Allmysingleladies, se avete la curiosità e volete passare una serata divertente e diversa, fate altro. Giocate a burraco, mangiate gelato guardando per la milionesima volta “Harry ti presento Sally”, andate a bere qualcosa con una Bernarda che non sia una stracciamaroni, insomma qualsiasi cosa ma non andate ad un appuntamento veloce.

Di 10 manzi conosciuti, ve ne rimane nemmeno mezzo, e non serve un campanello per ricordarcelo.